Home Attualità “Apriti Ruvo!”, i bilanci. Verso la seconda fase di costituzione del DUC

“Apriti Ruvo!”, i bilanci. Verso la seconda fase di costituzione del DUC

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Bilancio positivo  per “Apriti Ruvo!”, l’azione del progetto “Vivo a Ruvo”, che ha concluso la prima fase di attivazione del Distretto Urbano del Commercio di Ruvo di Puglia.

Il 3 gennaio, infatti, nella Sala Pertini di Palazzo Avitaja, ha avuto luogo l’incontro di restituzione dei ventuno imprenditori e start upper, vincitori della call all’azione,  e parte dei membri dell’Associazione “Vivo a Ruvo”, composta dal sindaco Pasquale Chieco; da Vito D’Ingeo e Luciana Di Bisceglie, presidente e vicepresidentessa di Ascom Confcommercio di Ruvo di Puglia; dall’architetto Nico Balducci; da Marco Tortoioli Ricci, manager di distretto e Confesercenti Ruvo di Puglia.

«E’ un salto nel futuro: la sfida delle sfide perché sarà il primo passo per rilanciare il commercio ruvese fra tradizione e innovazione» aveva detto il sindaco Pasquale Chieco alla conferenza stampa di presentazione del progetto.  E come è stata affrontata “la sfida delle sfide” da chi ha aderito alla call per poi essere ammesso al progetto? Presentatisi  problemi logistici relativi soprattutto all’adeguamento e arredamento dei locali concessi in comodato d’uso gratuito dai proprietari, gli imprenditori e commercianti hanno trovato un valido aiuto – come hanno sottolineato – nello staff di giovani professionisti del DUC e del GiovanIdee Forum di Ruvo di Puglia, oltre che nei tecnici, istituzioni pubbliche e private. Non solo: tra gli imprenditori si sono instaurati rapporti di amicizia che hanno trovato massima espressione nella rete di solidarietà che si è attivata quando è stato commesso un furto ai danni di un’attività.

I commercianti, gli artigiani, gli artisti, designer e operatori culturali, per la maggioranza under 35,  si sono sentiti, quindi,  animatori di una «comunità urbana del commercio, fatta da commercianti che sono soprattutto produttori di idee, di merci, di relazioni e narrazioni» come ha scritto lo stesso primo cittadino sulla sua pagina istituzionale Facebook . «Una straordinaria avventura durata troppo poco  (dal 24 novembre al 7 gennaio, ndr) e che non vorremmo finisse proprio ora che i semi cominciano a germogliare».

Sull’azione “Apriti Ruvo!” si è innestata, poi,  “La Maraviglia”, la terza edizione di “Luci e Suoni d’Artista”, percorso di installazioni luminose ed esempio di community making che adornerà le vie principali del centro antico e storico di Ruvo di Puglia sino al 7 febbraio.

«Grazie a “Luci e Suoni d’Artista”  e alla bellezza di questa città che si è finalmente riempita di giovani e che ha visto alcuni suoi angoli trasformarsi in micromondi popolati di creatività e di una atmosfera internazionale» prosegue Chieco, esprimendo il sentimento dei commercianti che, con le loro parole «hanno restituito il senso di quella bellezza che in questi giorni più che mai stiamo invocando contro la violenza e l’arroganza».

Ecco una sintetica descrizione di tutte le attività di “Apriti Ruvo!” dislocate nelle vie principali del centro antico – Via Cattedrale, Piazzetta Fiume, via De Gasperi, via Nicola Cassano, Via Veneto e via Modesti: «Con loro – ha chiosato Chieco – e con gli altri che verranno, continueremo a lavorare per la rigenerazione del nostro centro storico e di tutta la città. Da subito».

“Ruvo a portata di gadget” è stato il progetto presentato dalla Double P Communication: la città promossa su gadget in ceramica,vetro, juta e attraverso arredo digitale. Il cuore del progetto è “#EisodRiuv”, linea di magliette personalizzate dedicate a ruvesi illustri della cultura, della politica, della storia e dello sport interpretati con ironia mediante Bitmoji.

Nella birreria didattica “Beery Christmas”, laddove un tempo sorgeva il pub “Mamia”, Gianpaolo Angarano, Annalisa Marzocca  e Giuseppe Colasuonno hanno messo a disposizione il proprio know how per promuovere e vendere birre artigianali, creando uno spazio dedicato alle “Christmas Beer limited edition” dove si è narrata la storia della birra, dei tipi e metodi di produzione.

Profumi e sapori sensuali e dolci presso Origens, progetto dell’associazione “Origens”, dell’associazione Mayauel – Messicani in Puglia e dell’ “Onda Perfetta”. Condivisione, dialogo, narrazioni si sono svolti attorno a un tavolo su cui si sono consumati pasti speziati e ricchi delle storie del mondo.

In una ex cartolibreria a cui si sono rivolte generazioni di studenti ruvesi,  da “Paoluccio”, l’ATS Mat Community Hub ha avviato il progetto MMS Mat Makers Shop, spazio dedicato alla promozione del neoartigianato e all’esposizione di opere d’arte contemporanea: per tutto il periodo sono stati venduti accessori moda personalizzati; creazioni in legno;  stampe serigrafiche su carta; oggetti realizzati con stampante in 3D, esposta nella grande vetrina della bottega e ammirata nei suoi meccanismi e nel funzionamento soprattutto dai più piccoli.

Laddove c’era il negozio di intimo e accessori moda di Isa Cantatore, l’azienda agricola Cantatore ha allestito uno spazio in cui si sono vendute conserve, confetture, nettari e succhi di frutta realizzati in azienda con materie prime prodotte dalla stessa azienda: esempio di promozione e valorizzazione della filiera corta a Km 0, della tradizione gastronomica locale e del  Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

In vico Cattedrale 2, accanto allo scultore e scalpellino Minuccio, Simona Palazzi ha dato vita a una bottega artistica e artigiana, a un piccolo atelier,  in cui da piccoli mobili abbandonati nelle cantine sono nati complementi di arredo e opere d’arte reinterpretati in chiave moderna.  Con il suo progetto, Palazzi ha voluto trasmettere l’amore per l’arte e per la Natura attraverso il riciclo di oggetti in disuso e l’impiego di soli colori ad acqua.

In un locale in pietra viva in via Modesti, l’associazione XO La Factory ha dato vita a  XO The Winery, enoteca jazz in cui ogni sera artisti della scena musicale – soprattutto indie – locale e internazionale hanno accompagnato i sogni, le illusioni e delusioni delle anime notturne ruvesi e non solo. La  carta dei vini ha contemplato le produzioni naturali e bio di cantine pugliesi in ossequio al principio della tracciabilità del prodotto. Se XO La Factory ha proposto l’offerta musicale,  la gestione dell’enoteca è stata affidata ad Alessio Argentieri, giovane imprenditore e gestore del “Palio Cafè” di Taranto. L’arredamento è stato interamente progettato da CostrucLab e dalla falegnameria sociale Mezzasega, progetto avviato nel laboratorio urbano “The factory” di Palagiano, dopo la vittoria del bando regionale “Mettici le mani”.

In via Cattedrale 47, Pignatelli Titina, Lorenzo Gramegna e Anita Calia hanno costituito il Collettino 47 che ha proposto “BPM, Brevi temPi oMessi”, mostra di calligrammi interattiva a cura della stessa Pignatelli. Quadri dedicati all’amore e al tempo;  calligrammi affiancati dal corrispettivo testo scritto in modo convenzionale e da cuffie auricolari: l’amore per la lettura coltivato e incoraggiato con estro e anche con lo scambio e la compravendita di libri usati, alcuni dedicati alla storia di Ruvo di Puglia, e con spettacoli teatrali di burattini.

In Piazzetta Fiume la Galleria degli artigiani ha ospitato i “Cesti e Intrecci” di Anna Catino; l’arte del ferro e del legno de “L’altro lato della luna” di  Ezio  Lauciello; il progetto “In…Cantatore d’arte” di Antonella Sigrisi; gli impianti di acquaponica di Domenico Cantatore;  e la “Ruvo di Puglia” in fotografia di Chiara Cioce con Tania Scarimbolo.

In due antiche barberie, una in via Cattedrale e l’altra in via Vittorio Veneto 32, il Freestate Ristopub ha dato vita al progetto Hops & Music mentre l’Apulia Center of Art and Technology con il DO intende diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea e riportare in auge il vinile.

In Piazza Menotti Garibaldi, laddove sorgeva un’avita pescheria,  Baccarìa, a cura di Praticamente Ciofs, ha suscitato emozioni e ricordi di Vigilie di Natale antelucane: il baccalà è stato ammannito in tutte le possibili declinazioni, recuperando sapori e tradizioni autentiche. Tradizione e archeogastronomia hanno appassionato i frequentatori di  Ti cucino, condotto dallo chef Luca Cappelluti.

In via Cassano, nell’Angolo ottuso di Fabio Stasi, Ivan Adduci e Marta Balu, sono stati proposti artigianato, musica, food e beverage nel solco della tradizione con  secret workshop e laboratori. Tra le iniziative, tombolate e altri giochi di società e iniziative quali “Porta il tuo scorcio”, invito ai cittadini e turisti a portare lo scatto di un angolo del centro antico di Ruvo di Puglia; “Isola ecologica delle idee”, presidio fisso all’esterno consistente in quattro cassonetti per raccogliere idee nel campo della musica, dell’artigianato e del beverage; “Crea il tuo addobbo” e l’aperitivo alla ruvese, con  excursus su birra, olive e mandorle.

Alto artigianato tessile con il Maglificio Vela Blu di Filomena Columella che ha inteso promuovere, soprattutto tra i più giovani, la cultura del made in Italy nell’abbigliamento, con l’allestimento di una mini boutique e annessa sartoria utilizzando anche materiali di riciclo e vintage.  Sono stati organizzati laboratori di riparazione dei capi e sono state tenute lezioni di stile e di studio e analisi dei filati pregiati per raffinare il gusto del pubblico.

Cinemino Stampa e Vino è il progetto con cui il giovane enologo Massimo Mazzone dell’Azienda Agricola “Mazzone”, la Capagrossa Coworking, Crea 3D e la Scatola Blu hanno dato vita a un’intensa attività di artigianato digitale con stampante 3D. Tra le creazioni in 3D spiccano le “Bobine”, spille legate ai soggetti dei film proiettati in una piccola e deliziosa saletta con volta a botte, a cui si accede da una stradina laterale. Sempre in 3D sono state realizzate spille e  oggettistica legata al territorio e ai simboli della città. Ricca e intensa la programmazione teatrale e cinematografica. Molto seguiti i laboratori di enologia.

E’ il progetto classificato al primo posto quello dell’APS Controcorrente S.O.S. In un foodtruck blu, all’inizio di via Vittorio Veneto, ragazzi normodotati e diversamente abili hanno preparato appetizers e street food con materie prime locali.

Il sindaco Chieco ha concluso con l’auspicio che «i semi  gettati possano germogliare». Intanto, conclusa questa prima fase con “Apriti Ruvo!”, avrà inizio quella in cui saranno resi attuabili,  proprio a partire da quest’anno e attraverso il Piano Operativo,  i progetti, parte integrante del Piano di Visione Strategica, contenuti nel Documento Unico del Commercio.

(Foto © Comune Ruvo di Puglia)

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