VISITA GUIDATA DELL’UTE A MASSAFRA: “UN FARO SULLA CULTURA RUPESTRE”

Mimma Summo descrive la visita guidata che l’Università della Terza Età ha effettuato a Massafra.

Domenica 11 giugno l’Università della Terza Età di Ruvo ha partecipato all’evento organizzato dal Touring Club Italiano che ha scelto Massafra come  tappa  pugliese della “Penisola del tesoro”, un’iniziativa che tende a valorizzare le piccole realtà, spesso poco conosciute ma ricche di storia, di arte, di cultura.

Accompagnati dal docente di Storia del Territorio e Console Regionale del T.C.I. Cleto Bucci, i corsisti hanno seguito percorsi guidati alla scoperta del patrimonio rupestre che dall’VIII sec. ha interessato una vasta area dell’Italia meridionale e ionica in particolare.

Massafra mantiene inalterate le tracce del suo passato, fatto insediamenti di popoli e di monaci orientali, i Basiliani, che abitarono e lavorarono nelle grotte, trasformandole poi in case e chiese. Attraverso tortuosi dedali di una strada urbana scavata nella roccia è stato possibile visitare la chiesetta medievale di San Toma ( XIV – XVII sec.) e la cripta funeraria ipogeica prima di giungere al monastero di San Benedetto ( XVIII sec. ) in chiaro stile rococò.

Dopo la cerimonia di benvenuto presso il Palazzo della Cultura, è stata effettuata la visita al borgo medievale con le sue caratteristiche “vicinanze”, cavità abitative ipogeiche, e al Castello a strapiombo sulla gravina San Marco, che ospita il Museo della Civiltà dell’olio e del vino. Le stanze del Castello hanno esposto interessanti testimonianze della tradizione rurale di una popolazione dedita alla coltivazione di prodotti cardine della dieta mediterranea. In uno degli ambienti è stato possibile partecipare ad un laboratorio di maestri cartapestai che hanno illustrato le fasi di lavorazione e le linee guida necessarie alla realizzazione dei “pupi”. Sono noti infatti i carri allegorici che sfilano nel borgo non solo durante il Carnevale, ma anche nel periodo estivo quando maggiore è la concentrazione dei turisti.

Il pomeriggio è stato dedicato alla scoperta dell’ habitat rupestre nella gravina San Marco: una passeggiata archeologica attraverso l’insediamento di Santa Marina ha offerto l’occasione per visitare la chiesetta omonima a tre navate, immersa nella folta e variegata vegetazione della macchia mediterranea. Suggestive le chiese rupestri visitate, note anche come cripte bizantine, come quelle affrescate di Sant’Antonio Abate e della Candelora in cui si legge la compresenza di una religiosità orientale e occidentale, in un’affascinante cornice naturalistica.

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