Una messa diversa: così in Cattedrale si prega insieme per l’Ucraina

Non smette di propagarsi la solidarietà dei ruvesi nei confronti dell’Ucraina e dei suoi cittadini.

Sin dagli inizi dell’invasione russa, la città di Ruvo si è mobilitata raccogliendo centinaia di pacchi con viveri e medicinali essenziali da mandare alla popolazione Ucraina.

Non manca neppure la vicinanza spirituale. Nella giornata di domenica 1 maggio, la comunità della Concattedrale di Ruvo ha, difatti, organizzato una messa in cui si potesse pregare tutti insieme per la pace in Ucraina.

Già lo scorso 24 aprile, la Cattedrale aveva invitato nel proprio oratorio le cittadine ucraine presenti a Ruvo così da partecipare ad un momento di condivisione e di festa in occasione della Pasqua ortodossa.

“Il nostro intento – spiega una delle responsabili, Cinzia Berardi –  era quello di fornire supporto e vicinanza in un momento per loro così difficile e, allo stesso tempo, permettere loro di passare qualche momento più leggero, dato che ci sono bambini e ragazzi che hanno diritto ad una parvenza di normalità. Ci ha aiutato Tatiana Scarimbolo, una ragazza di origini bielorusse che vive in Italia da molti anni. In quell’occasione era presente anche Nataliya Tyosa, che si è offerta di fare da interprete, dato che lei parla l’ucraino, mentre Tatiana parla il russo”.

Continua: “Quando abbiamo chiesto di che cosa avessero bisogno e come potevamo esserli utili, ci hanno chiesto la preghiera, o meglio di pregare insieme a loro per la pace: così è nata l’idea della messa di domenica scorsa”.

Durante la celebrazione, infatti,  sono state presenti le donne ucraine accolte a Ruvo. A fare da interprete per loro è stata proprio Natalyia Tyosa, la stessa che è in attivo con la Caritas diocesana per gli aiuti verso la sua popolazione.

La messa si è svolta per tanto in due lingue, durante la quale è stato trasmesso un canto di pace in ucraino, con Natalyia pronta a tradurre le parole del parroco, don Salvatore Summo.

“E’ stato molto commovente – ci racconta Cinzia – La messa è terminata con il canto Freedom, tanto caro a don Tonino, e con le sue parole che esprimono bene i sentimenti degli ucraini in questo momento. Per l’esattezza le parole erano queste: Non vendetevi a nessuno, anche a costo di morire di fame. Resistete tenacemente alle lusinghe di chi pensa di manipolarvi il cervello comprandovi con quattro soldi. Coraggio! Un giorno o l’altro le cose cambieranno“.

Subito dopo è seguito un pranzo cordiale con le ragazze ucraine presso l’oratorio della Cattedrale.

Articolo di Ruvesi.it
Foto di Oratorio Parrocchia Cattedrale

 

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