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Un dolce record: il ruvese Biagio Minafra tra i creatori del Grappolo d’uva dai duemila sospiri

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Duemila acini di crema chantilly, zucchero, pan di Spagna hanno composto un dolcissimo grappolo d’uva da record: è l’Uva dei Sospiri, chiamati anche tette delle monache, nome da non considerarsi blasfemo ma evocativo della tradizione dolciaria dei monasteri, dove le quiete mani esperte delle religiose preparavano mandorlati e, appunto, sospiri.

Il fastoso “grappolo d’uva” è stato preparato dai maestri pasticcieri de “Il Cibo degli Dei”, a Terlizzi, e della “Pasticceria Giotti”, a Giovinazzo, punti  di riferimento per i gourmand, il 19 luglio scorso,  in occasione della Festa della Beata Vergine del Carmelo a Noicattaro.

E anche il soggetto del dolce ha un significato simbolico: a Noicattaro è coltivata l’uva regina, esportata in tutta Italia.

Le seimila persone che hanno partecipato alla festa non avrebbero mai pronunciato la frase della volpe nella celeberrima fiaba di Esopo “E’ acerba!”, perché i dolci “acini” preparati da Biagio Minafra, Nicolò De Chirico, Nicola Giotti e Vito Selvaggi sono stati presi d’assalto e hanno portato i palati in un paradiso di sapori.

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Ne parliamo con il ruvese Biagio Minafra, trentacinquenne maestro pasticciere presso “Il Cibo degli Dei”.

Avete realizzato un grappolo d’uva con duemila sospiri: un dolce da record. Può ambire a entrare nel Guinness dei Primati?

“Non c’era un giudice che potesse ufficializzare questa impresa. Intanto siamo stati gli unici a realizzare un dolce con duemila sospiri”. 

Quanto tempo avete impiegato tra preparazione e allestimento del Grappolo d’uva?

Abbiamo impiegato sei ore per produrre i sospiri in due persone, io e Nicolò de Chirico, e un’ora tutti e quattro per allestire il tavolo con il grappolo”.

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Tante ore di preparazione per poi veder smantellare tutto sotto l’assalto degli appetiti…Ma sarete stati soddisfatti, sicuramente.

“Certo. Quei duemila sospiri sono stati molto apprezzati tanto che da quel giorno, la clientela è aumentata ulteriormente. Vengono a trovarci coloro che hanno partecipato alla Festa del Madonna del Carmelo, i loro amici, gli amici degli amici. E’ stato un grande successo”.

Ora pongo una domanda a cui di solito gli chef non rispondono. Tentar non nuoce, tuttavia.

La ricetta del sospiro perfetto. Del vostro sospiro.

“Farina, zucchero , crema chantilly, uova…ma il segreto è nelle dosi. Ah ah ah! E quelle non posso rivelargliele.”

Va bene, Biagio, ma tanto lo sapevo. Ed è giusto così.

I segreti gastronomici tuoi e di tanti altri artigiani del cibo, professionisti seri che amano quello che fanno e trasferiscono tale passione nelle proprie creazioni, sono l’espressione del know – how e del ricco patrimonio gastronomico pugliese, amato, invidiato, sognato da tutto il mondo.

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