Cultura

Turisti di ritorno a Ruvo di Puglia trovano ancora chiusi i bagni pubblici; perplessità anche sugli interventi di rigenerazione urbana

Nota della Pro Loco di Ruvo di Puglia a firma di Antonello Olivieri.

Molti turisti, giunti in città nelle ultime settimane tra cui anche cittadini ruvesi tornati dopo il periodo pasquale per trascorrere le vacanze estive e ricongiungersi con i propri familiari, hanno segnalato con disappunto presso l’Info Point la persistente chiusura dei servizi igienici pubblici, nonostante i lavori per la loro realizzazione – previsti nel progetto “Apriti Ruvo – intervento integrato di rigenerazione del nucleo antico” – siano stati completati da mesi.

L’assenza di servizi igienici accessibili, rappresenta una carenza tanto elementare quanto impattante sull’accoglienza turistica lasciando i turisti senza alternative e costringendo gli operatori dell’accoglienza a giustificare una carenza non più comprensibile.

Va ricordato che la loro realizzazione è inserita in un piano strategico per supportare il commercio di prossimità ed offrire ai visitatori un servizio essenziale, anche in occasione di eventi.

L’intervento, finanziato con risorse del PNRR – Missione 5, Componente 2, Investimento 2.2 “Piani urbani integrati” – e pensato per rendere il centro storico più fruibile ed adatto ad accogliere attività commerciali e flussi turistici, prevedeva l’allestimento di due bagni family-friendly in via De Gasperi e via Fornello, con spazi dedicati anche a neonati e mamme in allattamento. Un’infrastruttura utile e necessaria, ancora però inutilizzabile a causa, pare, di ritardi nell’attivazione o nell’apertura ufficiale degli spazi.

Parallelamente al tema dei servizi igienici, si registrano anche alcune perplessità sul piano estetico e progettuale degli interventi di riqualificazione urbana avviati nel centro storico. Se da un lato viene apprezzata la visione complessiva dell’Amministrazione – che punta alla pedonalizzazione, alla valorizzazione degli spazi aperti e alla delocalizzazione dei parcheggi – gli esiti concreti sul piano estetico e funzionale suscitano riserve. I visitatori ritengono che gli interventi adottati siano troppo “minimalisti”, e non pienamente coerenti con lo stile e la fisionomia storica della città. Alcuni spazi, pur ordinati e funzionali, risultano “freddi” e “anonimi”,  distanti e privi di quei tratti identitari della vocazione culturale ed architettonica di Ruvo di Puglia, città che si fregia del riconoscimento di “Città d’Arte”.

Una delle critiche più ricorrenti, in questo contesto, riguarda la presenza di numerose sedute in pietra negli spazi pubblici tutte prive di spalliera. Questa scelta progettuale le rende scomode e poco accoglienti, in particolare per anziani e persone con difficoltà motorie, compromettendo così l’inclusività e la qualità dell’esperienza di sosta.

Il disegno delle cosiddette “stanze urbane”, pensato per trasformare piccoli spazi pubblici in luoghi di socialità quindi interessante nei principi ed accolto con interesse, risulta in alcuni casi poco incisivo nel restituire un’identità forte e riconoscibile agli spazi rinnovati, che spesso mancano di elementi distintivi legati alla storia, all’arte e alla tradizione locale. In più di un caso, infatti, i visitatoti più attenti hanno segnalato che l’intervento non riesce a trasmettere un senso di appartenenza o ad evocare l’identità storica e culturale del territorio.

Oltre al disagio diretto, la situazione ha sollevato in molto visitatori e cittadini interrogativi sulla gestione dei fondi pubblici e sui tempi di attuazione delle opere annunciate. In particolare, desta perplessità l’assenza di comunicazioni chiare sulle ragioni del ritardo e sulla data effettiva di apertura.

L’auspicio è che chi di dovere possa intervenire tempestivamente, sia per rendere finalmente fruibili i servizi già realizzati, sia per ricalibrare – dove possibile – l’approccio progettuale in modo più aderente alla storia, allo spirito e al potenziale culturale di Ruvo di Puglia. Una città d’arte merita spazi pubblici non solo funzionali, ma anche capaci di raccontarne la storia, il carattere e la bellezza.

Antonello Olivieri

Un pensiero su “Turisti di ritorno a Ruvo di Puglia trovano ancora chiusi i bagni pubblici; perplessità anche sugli interventi di rigenerazione urbana

  • Piero coli

    I bagni non si possono aprire perché sono di oro. 180000 euro per bagno significa che sono più preziosi del caveu della banca d’italia. Sul resto stendiamo un velo pietoso. Per i lavori vicino all’info point della pro loco dal cartellone dei lavori risultavano 14 professionisti tra prof, ing, arch ecc. Ecco il risultato degli sperperi. Altro che visione politica dell’amministrazione. Le chianche originali poi, che fine hanno fatto? Non è dato sapere

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