TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, RISORGIMENTO SOCIALISTA PUGLIA: “LA REGIONE CREI UNA SOCIETÀ UNICA A FORTE CONTROLLO PUBBLICO”
In Puglia il trasporto ferroviario regionale continua a rappresentare, per migliaia di studenti, lavoratori e pendolari, una vera e propria odissea quotidiana. Ritardi sistematici, disservizi, coincidenze saltate e collegamenti insufficienti non possono più essere considerati episodi isolati: sono diventati la regola, mentre la puntualità resta purtroppo l’eccezione.
Le criticità non riguardano soltanto la linea Ferrotramviaria Bari Nord, ma interessano anche direttrici fondamentali come la Bari–Foggia, la Bari–Taranto e i collegamenti inversi, con pesanti ricadute sulla vita quotidiana di chi ogni giorno deve raggiungere scuole, università, ospedali, uffici e luoghi di lavoro.
In questo quadro, mentre il presidente Decaro denuncia il presunto ricatto del Governo centrale sul cofinanziamento dei collegamenti ferroviari a mercato, come il Frecciarossa Taranto–Roma, Risorgimento Socialista Puglia ritiene necessario affermare con chiarezza che il Mezzogiorno non può continuare a essere penalizzato nella distribuzione delle risorse destinate al trasporto pubblico locale.
La richiesta di un cofinanziamento regionale di circa 1,5 milioni di euro per garantire servizi essenziali rischia infatti di gravare ancora una volta sulle tasche dei cittadini pugliesi. Si tratta di una scelta che, a nostro avviso, conferma una disparità storica nei confronti del Sud, soprattutto se si considera che una quota rilevante dei finanziamenti statali per il TPL continua a concentrarsi nelle regioni del Nord.
Allo stesso tempo, però, è doveroso ricordare che la Regione Puglia destina ogni anno circa 500 milioni di euro al trasporto pubblico locale. Nonostante ciò, le concessioni, le cui gare d’appalto furono bandite nel 2004 durante il governo Fitto, sono scadute nel 2013 e continuano a essere mantenute in regime di prorogatio fino al 2027.
È evidente che non basta denunciare le responsabilità del Governo nazionale: occorre anche assumersi fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa di riformare un sistema regionale frammentato, inefficiente e spesso incapace di garantire un servizio dignitoso ai cittadini.
Per queste ragioni, Risorgimento Socialista Puglia chiede alla Regione di procedere immediatamente alla costituzione di una società unica regionale del trasporto pubblico locale, a forte controllo pubblico, incaricata di gestire in modo integrato sia il trasporto su ferro sia quello su gomma.
Una società unica consentirebbe di superare l’attuale frammentazione gestionale, programmare meglio il servizio, razionalizzare le risorse, migliorare la qualità dei collegamenti e garantire maggiore trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici.
Risorgimento Socialista Puglia propone inoltre l’istituzione della figura del Garante del viaggiatore presso l’Assessorato regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture. Tale figura dovrà rappresentare un punto di riferimento concreto per i cittadini, ai quali dovrà essere riconosciuta la possibilità di segnalare ritardi, disservizi, soppressioni e chiedere il rimborso dei titoli di viaggio nei casi previsti.
Il TPL pugliese deve inoltre essere potenziato attraverso la ristrutturazione e la riapertura dei cosiddetti “rami secchi”, a partire da tratte come la Spinazzola–Barletta, affinché il treno torni a essere una reale alternativa all’uso del mezzo privato, soprattutto per chi si sposta quotidianamente per motivi di studio e di lavoro.
Chiediamo infine l’intervento della Regione Puglia, per il tramite dell’assessore Piemontese, presso Trenitalia, affinché vengano fornite spiegazioni puntuali sui continui disagi che si registrano sulle linee Bari–Foggia e Bari–Taranto e vengano individuate soluzioni immediate per tutelare pendolari, studenti e lavoratori.
Il trasporto pubblico non è un favore concesso ai cittadini: è un diritto fondamentale e come tale deve essere garantito, finanziato e gestito nell’interesse pubblico.
Per Risorgimento socialista Puglia
Il responsabile settore trasporti e infrastrutture
Mimmo Lastella