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TRA PARADISO E INFERNO LA SPUNTA RUVO

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I 50 tifosi dell’Avellino che applaudono la propria squadra sotto di quaranta, i supporters biancoazzurri a Molfetta in esodo forzato ma comunque accanto alla squadra. L’immagine più bella di una partita che ha poco da raccontare se non la voglia della Tecnoswitch di vincere al di là dell’avversario, di togliersi di dosso tensioni, con Avellino in partita finchè ha potuto, poi lentamente fuori di scena.

Paradiso e inferno mescolato, tra chi l’ha toccato con un dito e conquistato sul campo, e chi ha dovuto scendere agli inferi dopo un’estate tribolata. Irpini che, dopo esser stati a lungo bandiera cestistica del Meridione, adesso devono fare i conti con la realtà. Risaliranno!

Ruvo che il suo inferno lo vive quotidianamente perchè costretta a peregrinare mattina e pomeriggio tra Terlizzi e Molfetta, mentre c’è chi non ha tenuto fede alle promesse di rientrare a Ruvo il 31 ottobre e ha il barbaro coraggio di non ammettere di aver commesso l’errore di previsioni ottimistiche affiancate da promesse certificate ma ne parleremo con calma nei prossimi giorni. Tecnoswitch costretta a disputare il maggior numero di partite esterne a ottobre, non il massimo per una matricola che adesso intravede un pò di sereno.

Certo, di sport bisogna profondamente capirne, altrimenti si rischia di fare magre figuracce.

Eppure questa oggettiva difficoltà è mordente per una squadra che sta cambiando volto dopo gli innesti di De Leone e Razic.

Vince Ruvo, si esalta senza mai mancare di rispetto a un avversario inevitabilmente scalfito dall’esser partito in ritardo con la preparazione della stagione e con tutte le vicende extra campo che minano la possibilità attuale di operare sul mercato.

Ma la passione non muore mai!

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