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Tra fumetti e videogiochi: il disegnatore ruvese Francesco Pio Cantatore racconta la sua arte

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Libri, fumetti, serie TV e videogiochi. Questo il microcosmo del ruvese Francesco Pio Cantatore, cresciuto «a pane, amore e fantasia», proprio come recita il famoso titolo di un film anni ’50. Classe 1997, laureando in lettere moderne, non è passato inosservato sui suoi profili social per le sue creazioni che brillano di straripante genialità nonché di impressionante bravura.

E pensare che a soli quattro anni si rifiutava categoricamente di impugnare una matita ma, come spesso accade, l’odio e la ritrosia sono direttamente proporzionali all’amore e alle passioni, le quali, rimaste sopite per diverso tempo, affiorano dirompenti nella nostra vita mutandone profondamente l’assetto. Grazie ad uno dei cartoni animati più celebri degli anni ‘90-2000, il conosciutissimo Dragon Ball amato tuttora da grandi e piccini,  inizia ad abbozzare, seppur in maniera molto stilizzata, i suoi primi disegni. Successivamente, durante l’estate del 2009, sua madre gli regala un corso di fumetto di quasi un mese, organizzato da una famosa cartolibreria di Ruvo e condotto da un insegnante che lo introduce in questo fascinoso mondo con la spiegazione dei termini tecnici, le varie modalità di prospettiva utili per la rappresentazione delle vignette e le fasi concernenti la realizzazione.

L’interesse verso questa forma d’arte passa in sordina a causa degli impegnativi studi liceali ma non può dirsi del tutto accantonata: nel periodo del primo lockdown, infatti, Francesco Pio decide di cimentarsi nuovamente nel disegno, colto dalla monotonia quotidiana. “Il primo problema da affrontare riguardava l’impiego di specifici strumenti per il raggiungimento dei miei standard di realizzazione artistica”,– dice- “ritenni quindi opportuno informarmi in merito al costo delle matite, penne, pennarelli e carta da disegno, ma per gli obiettivi che volevo raggiungere il prezzo era proibitivo”, commenta. Malgrado il costo elevato dei materiali, il ruvese non abbandona il suo ambizioso progetto optando per l’acquisto di una tavoletta digitale Xp-pen e, su suggerimento di un amico, di un programma da disegno molto efficiente chiamato Clip Studio Paint. L’approccio totalmente inedito ad un simile strumento ha comportato non poche difficoltà che è riuscito a colmare grazie alla sua tenacia, sfruttando i numerosi tutorial disseminati sulla piattaforma YouTube. Le prime opere fanno dei cartoni animati giapponesi, Dragon Ball e Naruto, i soggetti privilegiati, ai quali vanno aggiunti altri protagonisti indiscussi sia dei videogiochi The Last of Us e The Legend of Zelda sia degli stravaganti manga giapponesi, come Le bizzarre avventure di Jojo. “Dal momento che sono sempre stato affascinato dall’espressività dei volti,  preferisco realizzare ritratti o inquadrature vicino al viso”.- precisa- “Inizialmente ho scelto un classico in bianco e nero secondo lo stile tradizionale dei fumetti orientali, in seguito ho sperimentato varie tecniche di colorazione quali la pittura ad olio, ad acquerello e recentemente anche la colorazione tramite le matite classiche”, continua.

Tra i suoi beniamini in digitale spicca senza dubbio Joel, supereroe di scottante attualità del già citato The last of Us e particolarmente noto nel panorama videoludico. Egli è sopravvissuto ad una pandemia che ha messo in ginocchio l’intera umanità, occupandosi di lavori sporchi ed operazioni di contrabbando. Tuttavia la sua vita cambia quando incontra una ragazzina di nome Ellie che, immune dal virus, simboleggia la speranza per l’intera specie umana. Mentre gli Stati Uniti fanno da sfondo alle loro avventure, Joel riscopre il senso della vita e quella parte di filantropia che aveva sepolto a causa della pandemia e che ha recuperato grazie ad Ellie. L’amore paterno che lo lega alla sua partner lo porterà a compiere gesti avventati e brutali, inducendolo ad interrogarsi su un quesito fondamentale: è giusto salvare la ragazza, sua unica ragione di vita, da un’operazione fatale pur di tutelare la collettività, oppure è necessario sacrificare una specie, che di umano non ha più nulla, se non se non avidità , senso di supremazia e cannibalismo?

Sulla scia di questo personaggio e delle numerose riflessioni esistenziali che lo attanagliano, Francesco Pio medita sulla capacità catartica dell’arte e del flusso di emozioni che essa veicola: “per me il disegno è principalmente un modo per esternare sentimenti, stati d’animo, i miei pensieri e soprattutto le mie esperienze esercitate attraverso i videogiochi e la lettura di manga e libri, che sono le mie più grandi passioni”. Poi, insiste sui concetti di immediatezza ed espressività di cui ogni artista si serve per arrivare dritto al cuore dei fruitori, i quali apprezzano nella maggior parte dei casi, oltre all’idea che vi è alla base della realizzazione di un bozzetto, anche la tecnica adoperata: il tratto di colorazione, la qualità del soggetto raffigurato, la resa minuziosa del dettaglio.

Una galleria di eroi ed eroine memorabili, dagli occhi ora magnetici ora languidi, colti con acuta perizia fotografica nei momenti salienti delle loro rocambolesche peripezie, alle quali l’osservatore abbina l’estasi di un disegno che rende giustizia alle singole storie di ciascun personaggio ed ogni segno distintivo costituisce inevitabilmente un marchio di originalità.

Un talento cristallino che il ruvese Francesco Pio si augura di non disperdere. Non gli resta che rivolgersi al futuro con uno sguardo speranzoso, auspicando di conseguire rapidamente la laurea magistrale in filologia moderna per dilettarsi nell’approfondimento e nel perfezionamento delle varie tecniche base di disegno, relativo alla rappresentazione corretta delle posture, delle proporzioni, di oggetti inanimati, di paesaggi artificiali e naturali. Infine, con virtuosa modestia, si congeda così: “desidero ringraziare tutti coloro che seguono e stimano il mio lavoro. Prometto di fare sempre meglio”.

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