Storie di Ruvo: la solidarietà dell’Emporio Solidale Legàmi

Un pizzico di solidarietà e uno di passione: così è nato l’Emporio Solidale Legàmi.

Sito in via Oberdan 105, oltre ad essere un luogo fisico di raccolta e distribuzione di alimenti per coloro che, privi di possibilità, non possono permettersi quel minimo indispensabile per una vita dignitosa, l’Emporio Legàmi è un’opportunità per chiunque voglia dare una mano alla comunità. E’, per questo, un luogo in cui si incontrano umanità, sostegno e integrazione.

Per capire meglio questa bella realtà ruvese, abbiamo scambiato due chiacchiere con una delle coordinatrici, Ana Nina Frunza Balan. Segue l’intervista.

Come e quando nasce l’Emporio Legàmi?

Nasce a inizio pandemia per puro caso e senza alcuna programmazione. Per motivi sanitari, la Caritas dovette chiudere per un piccolo periodo e, così,  cominciarono a scarseggiare gli alimenti. Cosimo Colaprice (ndr uno dei collaboratori dell’attuale Emporio) ci chiamò per cercare una soluzione e, da lì, iniziammo ad attivarci per le persone con tutte le paure del mondo per i possibili contagi.  Eravamo tutti i rappresentati delle varie associazioni che prima partecipavano alla raccolta alimentare: l’associazione Gesc, Un mondo di bene, la parrocchia S. Lucia con Don Giacomo Berardi, Nico Rubini della pubblica assistenza, Anna Mastrorilli, portavoce delle Caritas parrocchiali,  e molti altri. Insieme abbiamo avviato una raccolta alimentare anche se le persone non potevano uscire di casa ma il desiderio di donare comunque c’era: tutto sommato, Ruvo è una città molto generosa. Poi la cosa ha iniziato ad incrementarsi senza che ce l’aspettassimo. Ad esempio, ora, dopo un anno e mezzo dall’apertura, l’Emporio è finalista della IX edizione del Premio Vivere a Spreco Zero 2021. 

Qual è stato l’approccio della gente nei confronti dell’Emporio?

Qui ci sono i detersivi, prodotti di igiene della casa e personale che magari nelle Caritas parrocchiali non si trovano e per questo l’approccio è stato sin da subito molto positivo. L’emporio non nasce con lo scopo di fare assistenzialismo ma per accompagnare le persone fuori dal momento di crisi. Sinora, tutti si sono sempre sentiti accolti e ascoltati.

Quali sono i progetti futuri?

L’intenzione è quella di creare un vero e proprio supermercato dove la gente che ne ha bisogno viene a fare la spesa con il suo tesserino e con il carrello. Speriamo, in collaborazione con il Comune, l’Assistenza sociale e la Caritas, di avere una sede idonea dove le persone possano muoversi liberamente e prendere ciò di cui hanno bisogno. Così facendo dai un’educazione alimentare ed “economica” della casa, oltre che ridare dignità a chi ci si avvicina. 

Fonte foto: Legàmi Emporio Solidale Facebook

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