SCARICARE LA RESPONSABILITA’ SUGLI ALTRI E’ LA STRADA PIU’ SEMPLICE PER NON DIRE A TUTTI DI ESSERE INCAPACI E INADEGUATI

Scrivo queste righe con la serenità di chi ha la fortuna di essere LIBERO. Da servitù, da inciuci politici, da tutto quello che in pochi possono effettivamente rivendicare di non essere avvolti. Io sono LIBERO e combatto per la libertà: di stampa, di espressione, di professione.

Questo week end è stato per me molto intriso di ricordi e l’episodio ieri accaduto in Consiglio Comunale, magari mi fa fare una digressione che cercava. Mi dà anche, ancora una volta, l’opportunità di parlare della libertà di stampa.

Ho ritrovato un manuale del 1987 all’interno del quale c’erano i nomi di tutti i consiglieri comunali che fino ad allora hanno fatto parte dell’assise comunale. Uomini, donne, signori, signore. Di molti di loro mi hanno romanzato storie, racconti, aneddoti. Chissà che il vento non mi porti ad occuparmi di loro per tracciare la storia della politica locale. Questo manuale è stato gelosamente custodito da mia madre che sicuramente aveva voglia che i suoi figli conoscessero qualcosa in più del proprio padre che la vita non ha dato loro la possibilità di vivere. Sì, perchè c’era il nome di mio padre tra quei consiglieri comunali. Non ne parlo mai abbastanza perchè queste cose appartengono alla sfera della sensibilità, dell’interiorità che chi è sempre pronto a mettersi pubblicamente in discussione custodisce per sè. Convivere con questa eredità e passato, queste esperienze della vita ti fanno senza dubbio crescere prima e ti fanno inseguire il vento della libertà. Perchè se sei abituato a rimboccarti le maniche, se hai vissuto numerose pandemia nella tua vita, sai sempre approdare nel porto della serenità.

Perchè metto mano al cassetto dei ricordi? Per spiegare a voi lettori che, chiaramente, come tutti sulla faccia della terra abbiamo il nostro pensiero, il nostro background che ci ha formati. Ma la grande sfida del nostro portale è quello di essere liberi nei confronti dei nostri utenti, dei nostri lettori. Liberi significa che nel rispetto reciproco si è pronti a dir la propria. Perchè pensarla diversamente è bello: sviluppo dialogo, confronto, fa accumulare esperienza e conoscenza.

In questo spirito noi ci poniamo. Abbiamo vissuto giornate difficilissime, editorialmente parlando, perchè il lockdown ha frenato gli investimenti pubblicitari. Abbiamo cercato di far fronte a tutte le richieste dei nostri sponsor. Abbiamo fatto in modo di provare a superare le difficoltà facendo la cosa che sappiamo fare meglio: lavorare in prima linea per informare e divertire. Lo abbiamo fatto circondandoci di nuove energie a cui sarò sempre grato. Perchè insieme abbiamo fatto “ruvesi.it”.

Dando spazio a tutti, cosa che per noi è la normalità, dando fiducia ai giovani, a quelli liberi da polpi che spesso ti avvinghiano per propri interessi. Soprattutto cercando di dare loro un avvenire. Ruvesi.it vive di investimenti pubblicitari di coloro che credono nelle nostre capacità. In questo periodo è stata durissima, avevamo persino aperto uno studio ad hoc, ancora chiuso dopo la pandemia. Eppure non ci piangiamo addosso, ma siamo stati brillantemente capaci di reinventarci. Del resto chi è abituato a far sacrifici, sa sempre come si fanno. Scontrandoci con chi dal primo momento sulla libertà di espressione la pensa diversamente: “ti denuncio”, “ti porto in procura”.

C’è, invece, chi sfrutta le nostre telecamere per fare il bello e il cattivo tempo, ma poi non si discosta da quel giugno 2016, quando su richiesta del nostro pubblicitario disse spassionatamente “non credo nella pubblicità”. Nel senso che “prendo volentieri lo spazio che mi concedete, ma non metto mano al portafoglio”. Per cui ogni menata sui giovani, sull’economia l’abbiamo accolta in redazione sempre con una fragorosa risata. E non stiamo neanche a fare un discorso di professionalità, di gente capace o incapace di cui un’amministrazione si circonda. E’ giusto dare la possibilità ai propri amici di esprimersi. Se poi essi si legano politicamente alla cordata o per questo vengono scelti, nella stragrande maggioranza dei casi, saranno spazzati via alla prima mareggiata.

Li vedrete come si affanneranno nelle prossime tornate elettorali!

Nessuno si è preoccupato delle realtà editoriali: tant’è che, nostro malgrado, per la prima volta nella storia abbiamo aperto le porte agli “adsense”. Noi che, invece, siamo abituati a far da soli, a rimboccarci le maniche saremo al nostro posto anche quando questa amministrazione avrà concluso il suo ciclo temporale.

Conosciamo il modo di fare dei saccenti: credono di sapere tutto, pensano di poter fare a meno delle eccellenze: poi si scontrano contro un muro insormontabile e mostrano la loro totale incapacità e inadeguatezza.

Da otto anni ho accettato la sfida di trasmettere in diretta streaming i Consigli Comunali: fu idea di Vito D’Ingeo raccolta da Franco Marinelli messa in campo dal mio staff. Gratuitamente! Per svariati anni abbiamo proseguito la nostra azione anche se, lavorativamente, parlando mi costava il dover sacrificare una pedina lavorativa per diverse ore. Ma poi ho apprezzato questa scelta, perchè sapevo di fare qualcosa di importante per la nostra città. Non abbiamo bussato alla porta di nessuno per chiedere rimborsi. Poi è stata la volta in cui abbiamo deciso di inserire le inserzioni pubblicitarie a completamento di pacchetti annuali. Un omaggio ai nostri sponsor, non altro. E anche se fosse, che avessimo venduto degli spazi pubblicitari per alcune sedute, altro non avremmo fatto che trovare compensi per retribuire un lavoro svolto.

Ma come, accogliamo on-line iniziative dell’amministrazione e siamo politicamente compromessi?

Da quando è stata istituita la sessione streaming del consiglio comunale siamo stati tardivamente contatti e avevamo toccato con mano come questa amministrazione, attraverso i suoi uffici, avesse deciso di affidarsi a un software gratuito che ha numerose limitazioni, tra cui la non pubblicazione in streaming, atto fondamentale per una pubblica amministrazione che deve garantire la messa in onda della seduta consiliare per dare valore giuridico alla stessa.

La mattina del consiglio comunale del 12 maggio non volevo prendermi questa responsabilità, perchè certo dell’insuccesso. Difatti, appena in onda, il software bloccò la possibilità di andare in onda. Per senso di responsabilità e per garantire alla città un confronto consiliare, abbiamo preso il nostro cellulare, collocato dinanzi al monitor e così abbiamo salvato capre e cavoli.

Chiaramente il fatto che qualcuno potesse pensare che la nostra qualità offerta fosse sotto gli standard tradizionali ci ha mandato in “belva”. Contattato il presidente del consiglio, ci fu detto che saremmo stati coinvolti nella pianificazione streaming delle prossime sedute. Da allora nessuno si è fatto sentire: ci fu solo sussurrato che avevano pensato di aprire un canale “youtube” e di procedere su questa strada, tant’è che nella convocazione del consiglio comunale compare questa dicitura  “sarà trasmessa in diretta streaming cliccando sul link che verrà pubblicato sul sito istituzionale, per  trattare il seguente ORDINE DEL GIORNO“. Ma come, in tempi di pandemia si rinuncia a chi per anni ha fatto questo lavoro gratis? Sono fatti così, che ci volete fare.

In pratica noi avremmo dovuto prendere il segnale dal canale youtube e mandarlo in onda, ma qualora il segnale che giunge in redazione sia compromesso, noi di ruvesi.it non saremmo potuti andare in onda.

Dinanzi all’inconveniente tecnico di ieri, abbiamo alzato le mani perchè non eravamo noi a dover garantire la produzione dello streaming, ma solo della messa in onda.

Per cui scaricare la colpa sugli altri è la strada più facile per non dire a tutti di essere incapaci.

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