Religione

Santa Filomena, al via i festeggiamenti nella chiesa dei Cappuccini

Prendono il via oggi, 10 agosto, i festeggiamenti in onore di Santa Filomena nella chiesa dei Cappuccini di Ruvo di Puglia, l’antica chiesa intitolata a Santa Maria Maddalena.

A rinnovare la secolare devozione alla santa è monsignor Vincenzo Pellegrini, rettore della chiesa, in un appuntamento particolarmente sentito dalla comunità ruvestina. La devozione a Santa Filomena è infatti profondamente radicata nella tradizione locale e sono numerose le ruvesi e i ruvesi che portano il suo nome.

Il programma religioso prende il via con il Triduo di preparazione, in calendario dal 10 al 12 agosto, con la celebrazione eucaristica prevista ogni sera alle ore 19.

La Festa di Santa Filomena si terrà invece giovedì 13 agosto. Alle ore 19 è in programma la solenne celebrazione eucaristica, momento centrale delle celebrazioni in onore della santa.

Gli appuntamenti proseguiranno anche nel mese di settembre con un momento di pellegrinaggio. Sabato 20 settembre è infatti previsto un pellegrinaggio al Santuario di Santa Filomena a Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, luogo particolarmente legato al culto della santa.

Per informazioni e per conoscere le modalità di partecipazione al pellegrinaggio è possibile rivolgersi direttamente presso la chiesa dei Cappuccini.

Essa è stata fondata nel 1607 dai frati Cappuccini, la chiesa sorgeva a circa 200 passi dal centro abitato, in linea con le esigenze di raccoglimento spirituale e missione pastorale proprie dell’Ordine. Intitolata a Santa Maria Maddalena, fu consacrata dal vescovo Giuseppe Saluzzo (1604-1621) e presto divenne punto di riferimento religioso e sociale per le classi popolari e rurali.

“La sua storia – come racconta Francesco Di Palo – è segnata da importanti trasformazioni. Nel 1925, in piena espansione urbana post-bellica, la chiesa venne eretta a parrocchia con il titolo delle Sante Filomena e Lucia, su impulso del vescovo Placido Ferniani, che volle così rafforzare la presenza pastorale in una città in crescita. La chiesa, pur nella sobrietà imposta dalla regola cappuccina, conserva importanti testimonianze artistiche. Tra queste spiccano le opere del bitontino Nicola Gliri, come le tele di San Biagio e San Cleto e la pala di Sant’Anna, la Vergine e Gesù Bambino tra i santi Domenico e Francesco d’Assisi. Di particolare rilievo il busto ligneo di Santa Lucia, unica sopravvivenza del fastoso apparato rococò del XVIII secolo, e la tela con Mosè e il serpente di bronzo di Gioacchino Quercia (1790), oggi esposta nel Museo Diocesano dopo un accurato restauro.

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