#ruvodipuglia: la tradizione della “passata di pomodoro”

L’estate è divertimento, mare, gioia, musica e spensieratezza.

L’estate in Puglia è anche il momento ideale per preparare le varie scorte per l’inverno. Che si tratti di sott’aceti, di prodotti sott’olio o di marmellate, è sempre il momento perfetto per regalare alle nostre cucine un po’ di colori e profumi.

Ma il posto più importante è riservato alla fatidica “Passata di Pomodoro”. Si tratta di una delle tradizioni più forti che la nostra terra ci regala.

Sfogliando le varie pagine del web non sono riuscita a non soffermarmi su alcune foto scattate e postate da Luigia Di Modugno con scritto “Vi racconto cos’è la Puglia…” : cassette di plastica colme di pomodori, il banco da lavoro sporco di passata, un pentolone ricco di pomodori e bottiglie di birra riutilizzate per contenere la passata.

Penso che i giorni dedicati alla manifattura casalinga della passata di pomodoro, più comunemente chiamata “salsa”, abbiano influenzato la mia crescita e quella di tante altre persone.

Sveglia presto, ancor prima dell’alba, famiglia riunita e cassette interminabili di pomodori. Ognuno con il suo compito: i più piccoli addetti alla rimozione del “peduncolo”.

All’inizio può sembrare divertente, ma non lo è affatto. In realtà la sfida vera e propria è riuscire a togliere più peduncoli possibile, una vera e propria sfida tra cugini in famiglia.

Pensate che il rituale della salsa cominci con la sveglia presto? Assolutamente no. L’anteprima è scandita in tutto l’anno con l’accumulo di boccacci e bottiglie di birra vuote. Una raccolta degna di nota: vicini di casa, parenti, amici e conoscenti al servizio della signora “salsa”. Per non parlare dei tappi, tanti, troppi e a volte anche inutili. I più piccoli avevano il compito di provare i diversi boccacci con i tanti tappi, per poi scartare quelli non appropriati alle bottiglie disponibili. Finiscono quasi tutti nella busta dei “tappi inutili” e quindi, ogni anno, la maggior parte vengono acquistati: prove inutili.

Ma l’attrattiva più entusiasmante per i più piccoli è il passaggio successivo: lavare i pomodori. Conche colme di acqua e pomodori. Ricordo le mani raggrinzite dall’acqua e dagli schizzi.

Dopo il lavaggio dei pomodori, le altre operazioni riguardano gli adulti. Gli uomini al fuoco e le donne al tavolo da lavoro. Gli uomini con la propria  “divisa da salsa”: jeans e camicia a quadri: tutti fornai esperti.

Le donne, invece, regine del tavolo da lavoro colorate di salsa.

Una vera e propria catena familiare e umana che si concludeva con le bottiglie di birra da riempire.

Il profumo della passata fresca, appena cotta e della “pasta con il pomodoro fresco” sigilla una giornata di famiglia, sorrisi, allegria e lavoro.

Ed è proprio questo la Puglia: tradizione, storia, famiglia, gastronomia e passione.

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