Ruvo di Puglia messaggera di accoglienza nella mostra itinerante della Fondazione “Angelo Cesareo”

Far ri-diventare spettatori delle tragedie altrui, ossia capaci di specchiarci negli altri da noi ma come noi, di essere in sintonia e di aiutare chi è in difficoltà, è lo scopo della mostra icono-fotografica itinerante “Mediterraneo senza spettatori: naufragi con angeli”, a cura della Fondazione “Angelo Cesareo”, presentata, ieri, nella Sala Conferenze della Casa della Cultura di Ruvo di Puglia.

Hanno spiegato intenti e organizzazione della mostra, che avrà inizio ad agosto e terminerà ad aprile 2018, il professor Nicola Cesareo, presidente della Fondazione, Gianni Todisco, presidente dell’Associazione “Angelo Cesareo”, Mariella Milani e Giovanni Lorusso, addetti stampa dell’Associazione e Donato Anselmi, giovane fotografo i cui lavori, con quelli di Domenico Mastandrea e Marco Volpe, saranno esposti nelle varie tappe.

Tappe dense di significato: si parte il 3 agosto da Riace, modello di accoglienza multietnica grazie al sindaco illuminato Mimmo Lucano, per proseguire, dal 22 agosto, con Aliano, dove visse in esilio lo scrittore Carlo Levi. Da definire le date per Matera, Capitale della Cultura 2019; Assisi; Milano, crocevia d’Europa e Lampedusa, dove tutto, in Italia, ha inizio.

Perché il vero “inizio” è nelle terre martoriate da guerre, carestie da cui fuggono uomini, donne, bambini alla ricerca di un posto dove vivere. Semplicemente. La mostra narra, attraverso le icone ricavate da tronchi di ulivo, la preistoria, la storia e l’evento.

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Una narrazione che si delinea anche nelle tre brochure, dall’iconografia diversa e arricchita dai pensieri dei referenti e personaggi significativi delle città e dei borghi toccati dalla mostra. Una storia che parte da terre devastate, si sofferma sulla decisione di partire e si conclude, spesso, con il tragico epilogo del naufragio. E allora chi scompare diventa un angelo, la cui vita è racchiusa negli “haiku” (piccoli componimenti poetici) ed è incastonata nelle icone realizzate dai soggetti più fragili: bambini, diversamente abili, detenuti, gli stessi profughi. Alcune icone sono state realizzate da bambini ruvesi i quali hanno dimostrato una sensibilità non comune nella raffigurazione di eventi che scorrono, davanti a loro, tramite gli schermi televisivi.

La mostra, impreziosita dalle fotografie di Anselmi, Mastandrea e Volpe che hanno interpretato il significato di ogni icona, si propone di creare anche  laboratori artigianali diffusi, grazie alla presenza dei referenti nelle tappe designate (a Riace, c’è l’instancabile Daniela Maggiulli). Infatti, la mostra si arricchirà, in ogni luogo,  delle icone realizzate da quanti vorranno dare un personale contributo all’opera di sensibilizzazione all’integrazione. «Saranno creati dei laboratori – spiega Todisco – in cui saranno scambiati know-how e anche emozioni. Non si esaurirà tutto in pochi giorni». «Non avrebbe senso – conferma Nicola Cesareo – esaurire tutto nella mostra. Essa è qualcosa di vivo. Deve lasciare un segno».

Mariella Milani ribadisce che la mostra nasce per stimolare le persone a riflettere e a recuperare la sensibilità nei confronti del fenomeno migratorio e delle storie personali di coloro che, spesso, sono percepiti come invasori. D’altro canto, dell’evento si era già parlato in occasione dell’esposizione a Palazzo Regina, il 18 dicembre scorso, nel corso dell’omonimo evento.

Plaude l’assessora alla Cultura Monica Filograno, entusiasta che da Ruvo di Puglia parta un progetto teso a promuovere l’accoglienza e la pace. «Questa è una città che accoglie: il grande evento in Piazza Matteotti, nella Giornata Mondiale del Rifugiato, è stato significativo ed emblematico».

Tra gli addetti stampa dell’Associazione “Angelo Cesareo”, poi,  c’è Antonio Casarola della Comunità “Oasi 2”, l’ente che gestirà lo SPRAR (Sistema per la protezione dei rifugiati e richiedenti asilo) attivo, a Ruvo di Puglia, tra un po’.

La mostra gode del patrocinio del Consiglio Regionale della Puglia, del Comune di Ruvo di Puglia, della Rete dei Comuni Solidali, della Caritas Diocesana di Agrigento e dell’Agenzia Habeshia. E’ realizzata in collaborazione con il Sacro Convento di Assisi, con il Comune di Riace, con le Associazioni “Città Futura” e “Welcome” di Riace, con il Comune di Aliano, con la Festa della Paesologia e con il Comitato Promotore per il Club per l’Unesco di Matera.

E’ possibile seguire l’evento itinerante sulla pagina Facebook “Mediterraneo Senza Spettatori: Naufragi con Angeli”. Per ogni informazione contattare la Fondazione “Angelo Cesareo” tramite posta elettronica (fondazioneangelocesareo@gmail.com) o al numero + 39 347 19 30 915.

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