RUVO DEMOCRATICA, ITALIA VIVA E INSIEME: “IL METODO DELLA DISTRAZIONE”

Nota di “Ruvo Democratica”, “Italia Viva” e “Insieme” che sostengono la candidatura di Santi Zizzo.

Chiamiamo così quella pratica con la quale si indica con enfasi una causa “altra” per nascondere l’evidenza dei fatti.

La capacità dialettica dei consumati professionisti della politica annovera tra i suoi strumenti questa “arma” potente.

Facciamo un esempio concreto.

Il Coordinamento e i Gruppi consiliari di Sinistra Ruvese e Ruvo Futura, in riferimento alla discussione nata intorno alla “bocciatura” del PUG di Ruvo da parte degli uffici della Regione, affermano “Il Pug bocciato dalla Regione è quello di Caterina Montaruli, non quello di Chieco”, ma com’è ovvio, il PUG non può essere né di Caterina Montaruli, né di Chieco, né di Stragapede e nemmeno di chi l’ha materialmente redatto, ma solo e soltanto della città intera, in quanto è un documento che raccoglie le vocazioni di un territorio e che definisce, nella maniera più condivisa possibile, le regole in base alle quali tutti i cittadini potranno svolgere le attività edilizie e di trasformazione del territorio all’interno del comune.

Semmai è possibile attribuire non la paternità o la maternità, ma le responsabilità della gestione dei procedimenti, codificati dalla legge, per la redazione, l’esame, la condivisione del PUG (partecipazione dei cittadini) e la sua approvazione.

In quest’ottica, si può attribuire all’amministrazione Stragapede la responsabilità di aver fatto redigere il piano in prima stesura, nel corso dei 5 anni della propria legislatura; all’amministrazione Ottombrini di aver gestito, nei successivi 5 anni, la fase della “partecipazione” dei soggetti interessati (cittadini, associazioni, professionisti, imprese, etc.), di acquisizione dei pareri da parte di numerosi enti interessati e della adozione del piano; all’amministrazione Chieco di avere gestito, negli ultimi 5 anni, la lunga fase delle osservazioni al piano e della – mancata – approvazione.

Chiunque abbia un minimo di conoscenza dei processi di approvazione dei progetti – anche quelli di semplice ristrutturazione edilizia – sa bene che le procedure di legge prevedono la ripetizione dello schema esame del progetto-prescrizioni-modifica. Il processo, per legge, può ripetersi tante più volte quanto più è complesso il progetto o piano da approvare e, a ogni ripetizione, il progetto può e deve essere modificato, integrato ed adeguato alle prescrizioni impartite.

Inoltre una delle più diffuse definizioni degli strumenti di pianificazione, a tutti i livelli – dal nazionale al particolareggiato – è che essi sono “strumenti dinamici”, redatti dalle persone e per le persone, che possono essere modificati anche dopo la loro approvazione – seguendo precise procedure. A maggior ragione, quindi, possono essere modificati e devono essere modificati, in base alle prescrizioni ed osservazioni ricevute, nel corso del processo che porta all’approvazione.

Questo infatti è stato fatto più volte per il PUG di Ruvo, ogni volta sotto l’occhio vigile della Regione Puglia che ha, a più riprese, esaminato il piano e avvallato le scelte in esso contenute perché conformi alle norme sovraordinate.

È chiaro, quindi, che il PUG, che era “di Stragapede”, è stato successivamente modificato ed è diventato “di Ottombrini-Montaruli” e, in quest’ottica, negli ultimi 5 anni di gestione del procedimento e di modifica del PUG per l’integrazione con le osservazioni, il PUG si è nuovamente trasformato ed è diventato “di Chieco”.

L’Amministrazione Chieco era “proprietaria” della responsabilità di modificare il piano e poteva correggere tutti gli errori che riteneva di dover correggere per renderlo approvabile da parte della Regione. Oppure poteva – se davvero riteneva, come dicono oggi Sinistra Ruvese e Ruvo Futura, che gli errori di questo piano fossero così profondi e che il suo stesso impianto fosse così devastante per “intere zone di territorio agricolo facendole diventare edificabili a vantaggio di pochi e a scapito dell’intera collettività” (ancorché conforme alle normative, come verificato di diversi enti)  – interrompere il procedimento e riprenderlo da zero.

Ha avuto 5 anni per farlo. 270 settimane. 1.300 giorni feriali. 10.428 ore lavorative. Eppure l’amministrazione Chieco non è stata in grado di esercitare questa responsabilità.

Oggi, dopo tutto questo tempo e dopo aver portato alla “bocciatura” il PUG, Sinistra Ruvese e Ruvo Futura affermano che la responsabilità di 5 anni di inetta gestione del processo di approvazione del PUG non è di questa amministrazione, ma di quella precedente.

È lampante come questo sia un tentativo di “distrarre” la responsabilità dell’amministrazione Chieco da questo fallimento e mistificare la realtà per attribuirla a quella precedente.

Di certo le firme sulle note di pubblicazione del PUG sono state apposte negli ultimi 5 anni, così come quelle sugli incarichi ai nuovi consulenti che sono stati nominati sostituendo irritualmente i redattori del PUG già adottato dalla città con il compito di integrare il PUG con le osservazioni (e non di stravolgerlo) così come le note con le quali il piano è stato inviato all’approvazione della Regione.

Nessuno li obbligava a farlo. Non c’erano penali da pagare se il procedimento fosse stato interrotto e consapevolmente fatto ripartire da zero. Ma l’hanno fatto. Dei consulenti sono stati pagati e dei funzionari pubblici hanno impiegato le loro ore lavorative per esaminarlo – quando avrebbero potuto più proficuamente impiegarle per esaminarne altri – per un esito così mortificante.

E alla fine quasi si esulta per questo risultato. Perché il PUG “dell’edificazione selvaggia” è stato finalmente bocciato, perché l’amministrazione Chieco, poverina, “ha dovuto” pubblicare un PUG ormai adottato dall’amministrazione precedente e “altro non poteva fare” che portare le osservazioni in Consiglio Comunale.

Vogliono farci credere che hanno subito questo PUG per anni, quasi non fossero loro la maggioranza che guidava l’attività amministrativa, ed oggi esultano come se fossero l’opposizione che è riuscita a non far realizzare un progetto che per 5 anni è stato nelle loro mani.

Ma la verità è che era tutto nelle loro mani, e oggi, dopo 5 anni di incapacità nel portare a compimento un progetto organico, atteso dalla città, vogliono farci credere il contrario gettando fango sul lavoro fatto e sugli obbiettivi raggiunti meritevolmente dagli altri. Un tradimento per le aspettative dei cittadini di Ruvo.

E, come nel solito stile si mette in atto il metodo della distrazione, denigrando le singole persone e il loro operato come se processi amministrativi così articolati possano essere imputati a singoli soggetti che tra l’altro, hanno operato, senza alcuna ombra di dubbio, nella trasparenza, nella legalità e per lo sviluppo del territorio e della comunità.

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