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Ruvesi: il ricordo di Mètele

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Ci passa dinnanzi Mètele con la ruota appena cerchiata dal maestro d’ascia, allegramente fischiettando al centro strada, tenendo abilmente in equilibrio il gran cerchio del traino; è ancora nell’orecchio il grido del conciascarpe o del conciapiatti; intravediamo ai soliti crocevia i bardai con cinghie, bardi e pettorali appesi al muro. E’ scomparso, ma, passando da quell’incrocio, è come se ci fosse ancora per noi che ci eravamo abituati; non può stare che lì, al suo solito posto“.

(tratto da “Addio Artigiano” di Nicola Stragapede)

Il ricordo di Mètele, del suo fischiettio e della sua piccola bottega al centro di un articolo scritto da Nicola Stragapede per l’edizione n.1 de “Il Rubastino” del 1981.

Un’assenza assordante per il centro di Ruvo di Puglia, non solo per la mancanza dello storico calzolaio, ma anche per le tante piccole attività scomparse.

Nei primi mesi del 1981, la nostra bella Ruvo di Puglia iniziava ad avvertire i disagi dell’espansione delle imprese ai danni delle piccole botteghe di città.

L’artigiano, così, da “capo bottega” passava incredibilmente a essere dipendente delle industrie.  Un mutamento importante per la crescita industriale della “Città del Talos” in cui gli artigiani diventavano pian piano protagonisti della “zona industriale”.

A distanza di trentanove anni, per le vie del nostro centro storico, sono sempre meno le botteghe artigiane che profumano di arte, storia e tradizione. Un mestiere che, pian piano, si sta perdendo in maniera terrificante.

Un simpatico e gradito ricordo di una Ruvo di Puglia colma di usanze, sapori e folklore.

Foto tratte da Il Rubastino n.1 del 1981

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