Rutigliani: “Il pericolo era stato segnalato, ora la cassa presenta il conto ai lavoratori”
Nota della consigliera comunale Mariatiziana Rutigliani, Forza Italia, sulla questione della Ruvo Servizi.
Nell’ultimo consiglio comunale dello scorso Luglio avevo evidenziato con chiarezza un dato che non poteva essere sottovalutato ossia il crescente squilibrio di cassa del Comune di Ruvo di Puglia e il ricorso alle anticipazioni per sostenere una programmazione che stava assorbendo liquidità in misura preoccupante.Avevo avvertito che anticipare ingenti somme dalle casse comunali, anche per finanziare temporaneamente interventi in attesa dei trasferimenti, avrebbe potuto determinare conseguenze concrete sulla capacità dell’Ente di rispettare regolarmente i propri impegni.Non era allarmismo. Era la lettura responsabile dei dati mia che non sono un tecnico e che ho un’altra formazione ma una lettura concreta la cui replica è stata come sempre nell’ottica del “non capite niente”, “state dicendo fesserie “.
Oggi la comunicazione ufficiale della Ruvo Servizi S.r.l., prot. n. 967 dell’8 settembre 2026, certifica che non sarà possibile corrispondere integralmente gli stipendi di agosto. Ai lavoratori verrà riconosciuta soltanto un’anticipazione massima di 400 euro, mentre il saldo sarà versato quando saranno disponibili le risorse finanziarie necessarie. La società parla espressamente di una difficoltà nella disponibilità delle risorse, del differimento di flussi finanziari attesi e della mancata tempestiva disponibilità degli stanziamenti necessari da parte del Comune.È precisamente il pericolo che avevo indicato ossia quando l’equilibrio di cassa viene compromesso, le conseguenze non restano confinate nei prospetti contabili bensì ricadono sui servizi, sui fornitori e, come oggi drammaticamente accade, sui lavoratori e sulle loro famiglie.Uno stipendio non è una voce che può attendere. Significa mutuo, affitto, bollette, spesa e dignità.Non provo alcuna soddisfazione nell’avere avuto ragione. La trasparenza sullo stato delle casse comunali non è più rinviabile. Quando a pagare le conseguenze delle scelte amministrative sono i lavoratori, il silenzio non è consentito.