“Rubi Antiqua”, terminata la prima fase. A novembre un convegno a Parigi

Giovedì 16 e venerdì 17 novembre, a Parigi, nella Salle Vasari dell’Institut National d’Histoire d’Art (2, rue Vivienne), si svolgerà “Rubi Antiqua: du collectionnisme à l’archèologie, Ruvo di Puglia et l’Europe – Rubi Antiqua: dal collezionismo all’archeologia, Ruvo di Puglia e l’Europa”, convegno conclusivo della prima parte dell’omonimo programma, condotto, sin dal 2014, da una équipe di ricercatori coordinata dall’archeologa Daniela Ventrelli.

“Rubi Antiqua” è un programma di ricerca che mira a rinnovare l’interesse sull’archeologia e il collezionismo italo-francese nel diciannovesimo secolo, considerando Ruvo di Puglia come punto privilegiato di osservazione di tale fenomeno.

In questi primi quattro anni di ricerca, è stato confermato lo stretto legame intercorso tra la città e Parigi attraverso il commercio di preziosi reperti, ritrovati nell’agro rubastino, che hanno arricchito le collezioni private del Duca de Blacas (e una sua discendente, Béatrix De Blacas, sarà ospite del convegno), di Edme Antoine Durand – i quali si confrontarono con i fratelli Jatta – e contribuiscono a dare lustro ad alcuni dei più importanti musei del mondo: Louvre, Petit Palais e Cabinet des Médailles di Parigi; British Museum di Londra; Ermitage di San Pietroburgo; l’Antikesammlungen di Monaco di Baviera, Museo di Karlsruhe nel Baden, Rijksmuseum van Oudheden di Leiden; Museo Archeologico di Napoli.

Si parlerà anche dei reperti ruvesi che appartengono a privati e istituti di credito. Come non citare la collezione Caputi, appartenente a Intesa San Paolo? Si deve ricordare, a tal proposito, che, sino al 7 gennaio 2018, a Vicenza, presso le Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo, appunto, è possibile visitare “Le ambre della principessa. Storie e archeologia dall’antica terra di Puglia”? E si tratta di una ricca fanciulla sepolta in agro rubastino…

Prezioso anche il contributo dato a “Rubi Antiqua” dalle Università di Bari, Foggia, Napoli, Venezia, Milano, Salerno e Bruxelles.

Nel corso del convegno, oltre ai risultati conseguiti, saranno illustrate le metodologie di ricerca impiegate, che comprendono tanto l’analisi di antichi e inediti carteggi di famiglia quanto i più innovativi strumenti utilizzati in ambito archeologico. L’incontro sarà anche un momento in cui ricercatori, istituzioni, cultori della materia rifletteranno sul collezionismo e sulla tutela dei beni culturali.

Sarà fatto un focus anche sulla condivisione digitale dei risultati della ricerca, consultabili online nella base “Rubi Antiqua” sulla piattaforma digitale dell’INHA e di AGORHA.

Al convegno, patrocinato dalla Sorbona, dal Comune di Parigi, da ANHIMA, dall’INHA, Pugliapromozione, #WeareinPuglia, Regione Puglia e Comune di Ruvo di Puglia, parteciperà una nutrita delegazione “ruvese”.

Il sindaco Pasquale Chieco, l’assessora alla Cultura Monica Filograno e Rosa Maria Faenza Jatta, curatrice del patrimonio artistico, bibliotecario e archivistico della Famiglia Jatta, faranno i loro saluti nella giornata introduttiva.

Sempre giovedì 16 novembre, relazioneranno Elena Silvana Saponaro, direttrice del Museo Jatta, con il contributo “Gli Jatta di Ruvo: da collezione privata a Museo Archeologico Nazionale”; la ricercatrice Carmela Battista dell’Université Libre de Bruxelles con l’architetto Giuseppe Caldarola, assegnista di ricerca all’Università IUAV di Venezia con “La Casa Museo Jatta di Ruvo: genesi e fortuna di un modello museografico”. Daniela Ventrelli (Rubi Antiqua, ricercatrice ANHIMA) e Florence Le Bars-Tosi (Rubi Antiqua ArScAn) parleranno de “La Commissione dei Regi Scavi di Ruvo (1837-1842), une tentative de tutelle sur les fouilles archéologiques à Ruvo di Puglia”.

Sarà possibile seguire i lavori del convegno (qui il programma nel dettaglio) anche attraverso i canali social di “Rubi Antiqua”.

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