“Rose e Rosati” per le strade ruvesi, “Rose e Spine” su Palazzo Avitaja

“Rose e Rosati” per le strade ruvesi, “rose e spine” su Palazzo Avitaja. La fotografia è chiara ed eloquente, forse la colpa più grande che in tanti rivolgono all’amministrazione capitanata dal sindaco Pasquale Chieco. Appariscente, eclatante, votata alla cultura, all’arte e alla solidarietà, ma per il resto città bloccata, ferma, immobile. Certo è che non ci si poteva aspettare che in “due minuti” problemi derivanti dal passato più o meno remoto fossero risolti. Ma neanche tanto immobilismo è accettabile.

L’accusa proviene da destra come da sinistra, ma l’equivoco più grande sta nell’interpretazione del ruolo del primo cittadino, un “tecnico” chiamato dal PD e in quanto tale poco portato ad ascoltare gli indirizzi provenienti dalla politica. Soprattutto un uomo che caratterialmente non accetta che sia qualcuno a dargli degli schemi, a dettar legge. Si ragiona, si discute, si cerca “la partecipazione”, quanto meno apparente, per giungere alle soluzioni: “Le firme e la faccia ce le metto io, si fa come dico io“, è un pò questo il pensiero di Pasquale Chieco che ancora non si capacita del perchè sono andati a chiamarlo, se poi avrebbero voluto continuare a fare di “testa propria“.

La vecchia guardia del Partito Democratico, poco propenso alla non condivisione degli indirizzi amministrativi, poco pronta a subire tutto passivamente, questo aspetto non l’ha digerito sin dall’inizio. A maggior ragione, dopo l’insediamento del nuovo direttivo, eletto dall’assemblea degli iscritti. Dopo diversi mesi trascorsi con la speranza che le cose cambiassero, che l’atteggiamento del primo cittadino si ammorbidisse in tal senso, il mal di pancia è diventato sempre più intollerabile.

La crisi vera dell’amministrazione Chieco passa da questa distanza, al momento incolmabile, tra la segreteria del PD e il primo cittadino, e da come i consiglieri stessi del partito vivono questa situazione. Tra chi ammira Chieco, chi vorrebbe il suo spazio, chi non capisce molte cose, ma per responsabilità lo tutela. Il primo passo è stato il respingere al mittente le deleghe loro destinate, poi è cominciata una “melina” terminata con l’approvazione del bilancio e la dichiarazione altrettanto pesane ed eloquente del capogruppo del PD, Francesco Summo: “Lo approviamo per mero senso di responsabilità“.

La vecchia guardia del PD non digerisce il fatto di non essere coinvolta nell’azione amministrativa, di non essere a conoscenza di tutti i passaggi che portano allo sviluppo della “macchina” comunale, e, soprattutto, non accetta che una serie di azioni stiano per cancellare parte dell’operato della Giunta Ottombrini.

Chieco fermo sulla sua posizione, la segreteria del PD anche. Nel frattempo “Ruvo Futura” e “Sinistra Ruvese” avvolgono ancor di più il primo cittadino, non facendogli mancare l’apporto necessario.

Gli screzi sono divenuti di dominio pubblico, quando sui social esponenti del PD hanno criticato l’azione amministrativa, relativamente alla faccenda PUG, sedotto e abbandonato, non attuato, facendo scatenare le ire di coloro che quel processo lo avevano vissuto in prima linea con sacrificio e dedizione. Una nota di “Sinistra Ruvese” scatena la “bagarre”, con la segreteria del “PD” che chiede un’immediata verifica della stabilità della maggioranza.

Dall’altra parte, l’opposizione di certo non è rimasta a guardare. Compatta e coesa ha esercitato a spada tratta il suo ruolo in Consiglio Comunale e non, puntellando a dovere l’azione amministrativa. La richiesta di seduta e i punti presentati hanno dilaniato la situazione, mettendo in corto circuito tutte le contraddizioni di questa maggioranza. E’ andata a giocare sul terreno dell’amministrazione in termini di solidarietà, visto che nel capitolo “soggiorno estivo per gli anziani” nulla era stato previsto, ha proposto una variazione di bilancio che possa spostare denaro dal capitolo della “cultura” verso problematiche più imminenti da risolvere: e il PD come si comporterà rispetto a questa proposta? Sarà solidale con il sindaco Chieco o sposerà la causa dell’opposizione in nome di quello che gli elettori hanno loro chiesto? Approverà queste variazioni sgambettando qua e là il sindaco?

La notte prima degli esami, ovvero del Consiglio Comunale di ieri, la Terza Commissione all’unanimità ha comunicato al segretario Moscara che non c’è la necessità di revocare la delibera n. 21/2016 votata all’unanimità dai consiglieri dell’era Ottombrini, punto n.12 dell’odg. In Commissione ci sono Raffaella Di Terlizzi (Ruvo Futura) in qualità di presidente, Lia Caldarola (Sinistra Ruvese), Piero Paparella (Noi con l’Italia) e Francesco Summo (PD).

Tale decisione non deve essere andata giù a molti a tal punto da far prendere la decisione al consigliere Summo di dimettersi dal ruolo di capogruppo del PD in Consiglio Comunale.

Si attendono sviluppi, con l’unica cosa certa è che l’opposizione sente concreta l’opportunità di provare a dare uno scossone ad amministrazione e città.

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