ANCHE RUVESI.IT SI TINGE DI BLU PER LA "IX GIORNATA MONDIALE DI CONSAPEVOLEZZA DELL'AUTISMO"

In occasione della “IX Giornata Mondiale di Consapevolezza dell’autismo” sancita dall’O.N.U., la dott.ssa Mariangela Campanale, Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale in Formazione, si è occupata del nostro approfondimento.

Più che di autismo, sarebbe più opportuno parlare di “diversi autismi”: l’autismo è vario, ha diverse manifestazioni e può colpire differenti aree del funzionamento della persona (sebbene ve ne siano alcune prototipiche). Ancora oggi è piuttosto controversa l’eziologia associata al disturbo; tuttavia capire le cause, poco influisce sulle reali possibilità a disposizione per il miglioramento della qualità di vita sia del bambino affetto, che della sua famiglia. In tal senso, in una giornata come quella del 2 aprile è importante sottolineare due aspetti: la consapevolezza e l’intervento precoce. La consapevolezza passa necessariamente per la conoscenza dei “campanelli di allarme” (quale ad esempio ritardi nell’acquisizione di tappe di sviluppo già a 12 mesi) che possono portare un genitore ad una valutazione psicodiagnostica del bambino già prima dei 3 anni. La compromissione qualitativa del funzionamento sociale, della comunicazione verbale e non verbale, la presenza di stereotipie, interessi ristretti, rappresentano tutti elementi comuni nella maggior parte dei casi. Ci troviamo, quindi, di fronte a dei bambini che hanno difficoltà a stabilire relazioni sociali in modo congruente alla propria età di sviluppo, mostrano scarso contatto oculare, mancanza di reciprocità sociale emotiva, ritardo nello sviluppo del linguaggio che risulta, invece, spesso stereotipato e ripetitivo, attenzione per parti di oggetti, manierismi. Parlando dello spettro autistico, però, è necessario sfatare miti e luoghi comuni che nell’immaginario popolare si sono creati: molti ritengono che questi bambini non parlino (e mai lo faranno), che sono chiusi al mondo e alle relazioni sociali, che vi sono margini di miglioramento bassi o nulli in termini di apprendimento (anche scolastico). Tutto ciò non è corretto: le ricerche hanno dimostrato che un intervento, meglio ancora se precoce, porta il 48%- 40% dei casi a non soddisfare più i criteri per una piena diagnosi di autismo; ciò ci dice che, sebbene sia una patologia presente per tutta la vita, ha comunque delle possibilità di intervento e miglioramento. Questo significa che dopo aver preso consapevolezza di tutti quelli che possono essere i limiti dobbiamo considerare anche le possibilità di intervento al fine di garantire per il bambino, prima, e la famiglia, dopo, una qualità di vita ottimale.

Le principali linee guida per l’autismo raccomandano l’Applied Behavior Analysis come intervento elettivo (anche se non è l’unico possibile) per i disturbi dello spettro autistico. L’Analisi del Comportamento si focalizza proprio sulla persona e sul suo ambiente di vita quotidiana, cercando di creare le condizioni migliori per rendere i sistemi sociali inclusivi. Attraverso la modificazione del comportamento del bambino e della famiglia, la “protesizzazione” dell’ambiente si cerca di fornire il repertorio comportamentale migliore ed adattivo possibile. I risultati migliori delle terapie, a prescindere da quali nello specifico, sono migliori quanto più l’intervento è precoce. La plasticità del cervello, infatti, permette di renderlo molto più malleabile e predisposto ai nuovi apprendimenti.

Concludendo, quindi, ben vengano tutte le iniziative di illuminare di blu gli edifici più importanti nelle grandi città, di istituire una giornata mondiale. Ma sono ancor più gradite le iniziative volte a promuovere consapevolezza e conoscenza attive, che spingano i genitori/caregivers ad una ricerca concreta di un miglioramento della condizione sia a livello scolastico che individuale.

 

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