Ricerca, legami, cura…Messaggio del Vescovo all’inizio dell’anno scolastico 2017/18

Sarà distribuito in questi primi giorni di scuola il messaggio che il Vescovo Domenico Cornacchia ha scritto per studenti, docenti, dirigenti, personale e famiglie della diocesi, all’inizio del nuovo anno scolastico, 2017/18. Un cartoncino-segnalibro, predisposto dall’Ufficio di Pastorale scolastica che, come ogni anno, vuole accompagnare con discrezione i giorni che si susseguono a scuola, nel cammino di ricerca del vero, di relazioni interpersonali positive e di cura reciproca, che deve caratterizzare la comunità scolastica.
«Carissimi Ragazzi e Ragazze,
all’inizio di un nuovo anno scolastico voglio manifestare il mio affetto di Vescovo e di amico per ciascuno di voi. È sempre bello pensare al mondo della scuola come a un tesoro inestimabile fatto di persone che rendono la nostra terra veramente preziosa.
Sappiamo tutti che “gli anni passati tra i banchi” sono un periodo che prepara il nostro futuro. Però il domani dipende dalle scelte e dal modo di vivere il presente. Per questo vi invito a desiderare per la vostra vita un amore forte e bello per il sapere, capace di rendere l’esistenza umana un dono gioioso di voi stessi a Dio e al prossimo, ad imitazione del nostro grande fratello Gesù.
Tale progetto può diventare concreto, se insieme ai talenti e alle capacità che ognuno possiede, ci mettiamo un pizzico di buona volontà nel prendere tra le mani libri, quaderni, penne… Pertanto mi permetto di suggerirvi di non accontentarvi di essere “tuttologi con il web”, di non vivere una vita a bassa quota costruendo “una umanità virtuale” e di non incartarvi “in dilemmi inutili”. Infatti “i soci onorari dei selfisti anonimi” ci inducono a pensare che la vita sia un semplice apparire, dimenticando tre parole fondamentali per costruire un mondo migliore:
la ricerca, i legami, la cura.
La ricerca del vero, quindi di quel bene che ci rende veramente felici, nell’interiorità, al di là delle apparenze.
legami che raccontano il vissuto di ognuno e la storia della nostra identità: la famiglia, la Chiesa, la città, la cultura.
La cura reciproca per cui non solo siamo connessi, ma in relazione con gli altri, nel rispetto e nella fraternità.
E allora cerchiamo insieme vie alternative alla logica dell’apparire e alla cultura della paura in uno stile di vita solidale, in un impegno profondo nel lavoro e nello studio, in un rinnovato interesse per la costruzione del bene comune.
In questo potranno aiutarci la parola e l’esempio di don Tonino Bello, mio predecessore, del quale ci apprestiamo a celebrare i 25 anni dalla sua morte (20 aprile 1993-2018) e che certamente i Docenti non mancheranno di far conoscere meglio.
Per questo non dobbiamo vergognarci di andare controcorrente!!!
Il futuro è di chi ha trovato motivazioni forti di speranza e di vita.
Un caro saluto rivolgo ai dirigenti che guidano i vostri Istituti, ai docenti a cui siete stati affidatati, al personale che si occupa del buon andamento scolastico e alla vostre famiglie affinché non si scoraggino davanti alle difficoltà.
Auguri a tutti.
E di cuore vi abbraccio e vi benedico.»

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