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PRIMO GIORNO DI SCUOLA AL LICEO TEDONE "IL GIORNO PRIMA DELLA FELICITÀ"

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Il Liceo Scientifico “O. Tedone” saluta l’inizio di un anno scolastico con uno scritto della prof.ssa Rosanna Pellegrini che merita la vostra lettura.
“La scuola – diceva Malcom X – è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo”. Settembre è il solstizio del sapere, è quel mese della folata nuova di  vento, è un nuovo viaggio che inizia per tutti, per studenti e docenti. Il Liceo Tedone non ha cancelli ma braccia aperte per accogliere i nuovi iscritti e chi, con qualche nostalgia, si appresta a concludere il suo percorso di studi verso la maturità. Il Dirigente Scolastico, prof.ssa Domenica Loiudice, in un Auditorium gremito, ha salutato, insieme ai suoi docenti e a numerosi ex alunni, i giovanissimi studenti delle classi prime, ricordando loro le parole di Giovanni Falcone: “Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché in ciò sta l’essenza della dignità umana“.
Ci si emoziona sempre il primo giorno di scuola e palpabile é l’emozione delle famiglie, degli studenti e degli insegnanti con il loro senso del dovere e del donare. I Compagni di scuola cantati da Venditti sono cresciuti ed oggi insegnano nella stessa scuola che li ha visti innamorarsi dei libri. Sí, perché studio significa anche amore, come ci insegnano i latini, e sono l’amore per la conoscenza, la poesia, l’arte, la bellezza a muovere lo scambio del sapere in una scuola che si fa cura delle discriminazioni e piramide orizzontale dove tutti possono sentirsi uguali, al di là dell’appartenenza sociale.
E’ la scuola la vera democrazia di un popolo.  Insegnare ed imparare, professori e studenti, vita e sogno che danzano insieme in un mondo che cambia, con i social e la tecnologia, indispensabili, certo, ma che non potranno mai sostituirsi all’olfatto e alle percezioni che si vivono in un’aula di scuola, con l’odore del gesso, del legno della lavagna, della carta dei libri, del respiro di studenti ed insegnanti che dividono un pezzo della loro vita insieme. Il primo giorno di scuola è, prendendo in prestito il titolo di un romanzo di Erri De Luca, “il giorno prima della felicità”. L’augurio di questo nuovo anno scolastico va a chi non smette di amare la Scuola e credere in lei, per poter continuare a credere in noi.
Da “Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca.
“A scuola ascoltai a fondo le lezioni. Mi accorsi di com’erano importanti le cose che imparavo. Era bello che un uomo le metteva davanti a un’assemblea di giovani seduti, che avevano uno slancio nell’ascolto, nell’afferrare al volo. Bella un’aula in cui stare per conoscere. Bello l’ossigeno che si legava al sangue e che portava in fondo al corpo il sangue e le parole. (…) Tornai verso casa continuando a pensare alle lezioni. C’era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L’istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però fra le sue mura permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori”. 


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