PRC RUVO: “ROTTAMAZIONE QUINQUIES, UNO SCHIAFFO AI CONTRIBUENTI IN REGOLA”
Lunedì il consiglio comunale ha votato all’unanimità a favore dell’adesione del Comune di Ruvo di Puglia alla rottamazione quinquies.
Questa misura, all’apparenza di buon senso, rappresenta uno dei cavalli di battaglia del centrodestra che torna ciclicamente nel dibattito politico. In questo caso si tratta della rottamazione dei tributi locali (IMU, TARI, multe) che il Comune non è più in grado di riscuotere data la morosità dei debitori.
Se fossimo stati presenti in Consiglio avremmo votato contro l’adesione alla rottamazione. Facciamo notare come questo provvedimento era stato bocciato anche dai partiti di centrosinistra in Parlamento essendo incluso nella legge di bilancio 2026. Gli stessi che poi a Ruvo hanno cambiato idea.
Riteniamo, infatti, che dare la possibilità a chi abbia evaso il fisco di estinguere i propri debiti con lo stralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio, faccia passare il messaggio secondo il quale chi evade non meriti penalizzazioni rispetto ai contribuenti in regola.
La narrazione propinata dagli assessori al bilancio e alle attività produttive secondo la quale tutti gli evasori sarebbero famiglie indigenti e imprese sull’orlo del fallimento, non ci convince ed è semplicistica. Quanti sono i cittadini che beneficeranno di questa misura? In quale condizione economica si trovano? Quante sono le imprese? Quale il volume complessivo dei crediti a cui l’ente comunale rinuncerebbe? Infine, cosa dovrebbero pensare i cittadini diligenti se si giunge a premiare chi negli ultimi 23 anni non ha pagato?
L’evasione fiscale di tasse e tributi in Italia vale 130 miliardi di euro ogni anno. Questi soldi non vengono versati nelle casse dello Stato e degli enti locali, non consentendo di aumentare la spesa pubblica per scuole, ospedali e trasporti pubblici, rispondendo così ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Servirebbe piuttosto contrastare l’evasione fiscale ad ogni livello.
Per questo siamo molto preoccupati quando assistiamo a ripetute dichiarazioni, da parte di esponenti del centrosinistra (perché che le facciano dalla destra padronale e anti-Stato non ci scandalizza più) a favore di questi provvedimenti di rottamazione.
Riteniamo del tutto inopportuno che il centrosinistra insegui ideologicamente il centrodestra e finisca addirittura per mettere in pratica le idee “bandiera” della destra.
La nostra Costituzione (art. 53) prevede che tutti i cittadini contribuiscano alla spesa pubblica pagando le imposte secondo principi di equità e progressività. Solo in questo modo si possono sostenere e migliorare i servizi pubblici del nostro Paese, soprattutto per i più fragili e deboli che non possono permettersi asili nido privati o assistenza sanitaria privata. La politica fiscale non può diventare un mezzo per accontentare i furbetti e le clientele elettorali. Il centrosinistra faccia gli interessi dei lavoratori e dei ceti produttivi onesti e solidali.