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Polemica con Emiliano per gestione vertenza Gilet Arancioni: l’assessore Di Gioia si dimette

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L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, si è dimesso dall’incarico, come aveva annunciato nei giorni scorsi, in polemica con il presidente della Regione, Michele Emiliano, che lo avrebbe “messo sullo sfondo e considerato parte del problema” nell’affrontare le vertenze del settore.

Di Gioia aveva annunciato le dimissioni giorni fa in occasione delle proteste dei gilet arancioni a Bari, criticando le modalità con
cui il governatore aveva affrontato la questione. La sua «esuberanza – ha detto in una lunga conferenza stampa – a volte gli impedisce di guardare il particolare e io sono il particolare che Emiliano ha trascurato».

«Io penso che il presidente Emiliano – ha detto ancora Di Gioia – abbia caratterialmente la propensione ad entrare in tutte la materie e questo attiene al suo rapporto con gli elettori ed è nelle sue prerogative. So bene di essere un delegato del presidente, ma non può ergersi in corso d’opera a risolutore di situazioni che anche lui come me ha contribuito a creare, traslando le questioni politiche da questi uffici a quelli che stanno 500 metri più avanti, credo che non si onesto nei miei confronti e nei confronti degli agricoltori.
Emiliano può sempre occuparsi di agricoltura, ma deve avere il garbo di venire in assessorato e partecipare a tutti i tavoli di concertazione. Non può essere la vertenza dei gilet arancioni o della Coldiretti risolta solo cambiando lo scenario”. Di Gioia ha parlato di “errori fatti” e di una “necessaria operazione verità” con riferimento all’attività dell’assessorato che ha guidato negli ultimi 3 anni e mezzo, definendo le sue dimissioni come uno “stimolo per cambiare”. “Consegno la delega all’Agricoltura al presidente Emiliano – ha detto ancora – insieme con una piccolo testamento di quello che è assolutamente irrealizzabile se non adottando strumenti straordinari: potenziare il personale, chiarire se ci sono risorse, nominare nuovi dirigenti che abbiano la forza di formare atti complicati, far partire subito nuovi bandi».

Di Gioia ha ripercorso le principali attività dell’assessorato e soprattutto le criticità, dai fondi del Psralla questione Xylella. «Non voglio mascherare dimissioni politiche in una sorta di rimando di responsabilità ad altri. Iomi assumo la responsabilità di quello che abbiamo fatto – dice – e in alcuni casi ne sono orgoglioso, però c’è da dire che per fare l’assessore all’agricoltura c’è bisogno di una totale copertura politica da parte del presidente, che non significa autonomia gestionale, ma significa sapere che il presidente usa il suo ruolo per mediare il mio rapporto con quello degli altri, per mettere l’agricoltura come primo elemento della nostra strategia. Non penso che il presidente sia un super assessore, uno che sta sopra l’assessore con eguali
funzioni, penso che sia un assessore speciale, che ha funzioni diverse, che deve fare cose aggiuntive, che mi deve dare la forza e la possibilità di risolvere le cose”. Se tutto questo forse non è stato chiaro in questi tre anni e mezzo, spero che le mie dimissioni lo abbiano palesato in maniera cristallina, in maniera tale che, al netto del fatto che io vado via, il presidente prenda in carico questa responsabilità».

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