#PinTour 2016: quando i sogni diventano concreti, sostenibili e innovativi

Il concetto del “to play”, del gioco inteso come espressione di creatività, “intuitiva strategia”, passione e cooperazione, tanto amato dall’Assessora alla Cultura Monica Filograno è ritornato ieri, 25 agosto, nella Sala Conferenze di Palazzo Caputi, nell’ambito della presentazione del #PinTour2016 – Pugliesi Innovativi, un progetto dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Puglia, rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni che intendano dare espressione ai propri sogni apportando innovazione in diversi settori quali la cultura, la tecnologia, il sociale.

Assente “fisicamente” il sindaco Chieco, sottoposto in questi giorni a un tour de force per cui ha sentito la necessità di rigenerarsi. Ma sa di lasciare tutto in buone mani, quindi idealmente è presente. L’assessora Domenica Montaruli raggiungerà tutti più tardi.

Monica Filograno, intanto, cita una frase di Don Tonino Bello, che il compianto Guglielmo Minervini  amava ripetere “I realisti mangiano il pane bagnato dal sudore dei sognatori” e quindi i sogni di tanti giovani (e anche meno giovani) meritano di essere realizzati, di divenire reali e di apportare miglioramenti nella vita della collettività.

La presentazione del progetto è preceduta da un breve introduzione di Cinzia Cantatore e di Cleto Campanale del Forum GiovanIdee di Ruvo di Puglia, associazione che si occupa di progetti tesi alla valorizzazione degli “young talents” rubastini attraverso laboratori industriali e artigianali, eventi, collaborazioni con altre associazioni quali La Capagrossa, Kuziba e Teatro Comunale.

Il progetto Pin, di cui abbiamo dato un accenno in questo articolo, è spiegato esaurientemente da Marco Costantino, con la collaborazione di Giada Tedeschi dello Staff  Regionale delle Politiche Giovanili.

Innanzitutto non è uno mezzo di creazione di impresa ma è uno strumento di “apprendimento di situazioni”, una forma di sperimentazione sul campo delle potenzialità del proprio progetto (ma alla fine il risultato è pur sempre la creazione di una realtà aziendale…).

La parola chiave è “innovazione” nei campi su indicati. Innovazione che si traduce nel miglioramento di un’idea già esistente o nella applicazione di un’idea sperimentata altrove nel nostro territorio, come i ricsciò scandinavi a uso dei turisti, portati a Bari nel 2008 e divenuti un must del turismo locale. Qui Monica Filograno ama parlare di “to copy”, perché copiando con intelligenza si impara, si migliora.

Ma ci sono dei veti: innanzitutto il bando è rivolto a coloro che non abbiano vinto Principi Attivi ed. 2008, 2010 e 2012 e a soggetti giuridici. Possibili partnership con soggetti giuridici ed enti pubblici. Non necessari titoli di studio altisonanti: basta anche l’esperienza.

Inoltre non può riguardare la pesca e l’acquacoltura, la produzione primaria di prodotti agricoli e l’esportazione perché sono previste altre forme di sostegno per tali attività. Ma se si trattasse di erogare servizi alle imprese agricole, per esempio, sarebbe consentito partecipare a Pin.

Si può presentare il progetto dalle ore 12 del 1° settembre collegandosi al sito http://pingiovani.regione.puglia.it/, dove si può consultare una guida e si possono trovare risposte ai propri dubbi attraverso le FAQ.  E’ un progetto a sportello fino a esaurimento risorse: non c’è scadenza e se si dovesse essere valutati non idonei dalla Commissione è sempre possibile ripresentare il progetto.

La Commissione di esperti nei settori interessati all’innovazione terrà conto soprattutto di tre criteri: follow up, fase seguente all’attribuzione del finanziamento, la fase in cui l’azienda deve misurarsi con la realtà esterna, se nuota cioè in un oceano blu con agevolezza o in un mare rosso, pieno di squali che in poco tempo potrebbero vanificare la sua esistenza; l’innovatività e il benefico impatto sul territorio, cioè l’idea presentata produce concreto valore per il mio territorio, lo rilancia, fa innalzare il Pil?

Sarà pure una forma di sperimentazione ma, alla fine, si investe danaro per ottenere risultati concreti e utili per la nostra regione.

Come si presenta il progetto? Attraverso la compilazione del Modello Canvas che è un po’ diverso dai modelli online. Esso segue questo ciclo: Problema (che problemi devo risolvere con la mia idea?) – Clienti (a chi mi devo rivolgere?) – Soluzione (in cosa è migliore la soluzione che propongo rispetto a quelle già esistenti?) – Risorse (con che mezzi intendo attuarla, attraverso cioè brevetti, copyright, personale,etc.) – Attività (quali sono le principali attività necessarie per raggiungere i clienti, generare flussi, e ottenere ricavi?) – Struttura dei costi (voci di costo quali affitti, personale, strumenti) – Canali e rapportiFlussi di ricavi (sponsorizzazioni, etc.) – Risultati, che devono essere misurabili concretamente.

Il modello Canvas proposto è dinamico, semplice, creativo (ci si può avvalere di post interattivi colorati e si possono inviare allegati tecnici) e deve essere svolto senza la intermediazione di tecnici, che affiancheranno comunque i candidati dallo start up fino al follow up, cioè da quando si otterrà il finanziamento, da minimo 10.000 a massimo 30.000 euro.

Quella che conta è l’idea centrale, senza fronzoli.

Monica Filograno conclude con una riflessione “Qui dentro siete in tanti. Immagino il rilancio di questa comunità se ognuno di voi presentasse un progetto e venisse ammesso al Pin!”.

Intanto si prevede un incontro nel quale si possa analizzare la realtà territoriale, per determinare i bisogni della collettività.

Costantino ha annunciato che un’esercitazione del Modello Canvas sarà fatta ai primi di settembre a Noicattaro e sicuramente ci sarà un incontro in occasione della imminente Fiera del Levante, dal 10 al 18 settembre.

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