Home Cultura Pinacoteca Comunale: il racconto di una serata cominciata cinquant'anni fa

Pinacoteca Comunale: il racconto di una serata cominciata cinquant'anni fa

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Tanta gente gremita ha aspettato le ore 17:56 ora in cui il portone della Pinacoteca è stato spalancato dando inizio a questa “Giornata indimenticabile” come viene definita dallo stesso Sindaco di Ruvo di Puglia, Vito Ottombrini.
È il parroco Don Vincenzo Speranza con la benedizione della struttura ad aprire questo pomeriggio di cultura e di arte mentre le campane risuonavano a festa quasi a voler partecipare all’evento. “E’ un’arte che continua a vivere quella che la città di Ruvo possiede , che ci è stata tramandata dai nostri Padri e di cui noi siamo responsabili”. Poi continua “L’augurio che vorrei fare a tutti voi e all’amministrazione comunale è di poter promuovere sempre più la cultura nel cuore dell’uomo; solo così potremo creare civiltà e progresso”
Alle parole di Don Vincenzo Speranza, sono seguite quelle del sindaco Vito Ottombrini il quale ha sottolineato quanto L’ex Convento dei Domenicani sia stato, sin dal 1995, oggetto di grandi restauri che hanno consentito di trasformare gli spazi monumentali in un grande polo culturale ruvese “La necessità di istituire una Pinacoteca Civica a Ruvo di Puglia risponde da un lato a molteplici istanze storicamente documentate, prima fra tutte il premio “Città di Ruvo di Puglia” che negli anni a cavallo tra gli anni ’50 e gli anni’60 ha consentito al Comune di costituire una cospicua collezione di arte contemporanea poi incrementata da donazioni e acquisizioni successive; dall’altro, a precise necessità del tessuto socio- economico ruvese”. Chiunque, aggiunge anche il Sindaco, potrà visitare questa vasta collezione artistica di Domenico Cantatore, “Il pittore della tenerezza umana” , di Mauro Grumo, di Michele Chieco, di Luigi Guerricchio, Francesco Di Terlizzi, Silvana Brandonisio, Giuseppe e Raffaele van Westerhout, Silvio Dodaro, Cesare Marino, Michele Manzi, Giuseppe Ruscitti, Filippo Alto ed altri.
Dopo 50 anni prende forma il sogno del Maestro Domenico Cantatore che sul retro della prima opera, Il Crocifisso, auspicava per iscritto l’apertura di una Pinacoteca nella nostra Città “Questo, uno dei motivi maggiori che ci ha spinto ad intervenire” , sostiene l’Assessore alla Cultura Pasquale De Palo.
“In una situazione finanziaria estremamente difficile l’Amministrazione , attraverso un uso intelligente dei fondi europei e regionali, senza che i cittadini di Ruvo ne risentissero, ha investito nella cultura attraverso la riutilizzazione di vari oggetti rinvenuti nella stessa struttura”. Ribadiscono a più voci il Sindaco, L’assessore alla Cultura, il Presidente della PROLOCO Rocco Lauciello e l’architetto Mario Di Puppo il quale, attraverso una presentazione interattiva ha mostrato il cambiamento radicale a “costo zero” che, tutti coloro che vi hanno contribuito, hanno apportato all’intero edificio.
L’intervento dell’Assessore alla Cultura inizia con un elogio all’Assessore Silvia Godelli, la quale mette in evidenza la sua felicità come cittadina pugliese nel riconoscere la grandezza del maestro Cantatore, e a tutti coloro che si sono prodigati nel rendere possibile l’evento. Egli esclama a gran voce “Questo è il museo dell’orgoglio della ruvesità!”.
L’intervento del Presidente della Proloco, poi, ha voluto riportare alla mente di tutti il motivo per cui la Proloco abbia particolarmente voluto l’apertura di questa struttura. L’’idea è stata generata infatti negli anni ’60 quando Don Vincenzo Amenduni e il Professor Luigi Montaruli organizzavano mostre alla fine delle quali gli artisti donavano un’opera alla Proloco che, nel tempo, sono stati conservati e donati al Comune. “E’ a questo punto che, nel 1965, Cantatore omaggerà Ruvo della famosa tela rappresentate il Crocifisso” – dice Rocco Lauciello – “Gesto che mette in rilevanza i rapporti che lo stesso pittore aveva con la Proloco” – continua.
Ennesimo riferimento è quello di Cleto Bucci, “Miei cari, non lasciate che questo luogo rimanga un mero accatasto di opere!” si augura. Egli fa un particolare riferimento agli ultimi due secoli della storia dell’ex Convento dei Domenicani quando il Comune adibisce la struttura a “contenitore culturale” (più precisamente ad edificio scolastico) e tale è rimasto fino ai nostri giorni. “La Pinacoteca deve essere un luogo vivo in cui poter imparare. Immagino le scolaresche arrivare in questo luogo e i ragazzini con i pennarelli e gli acquerelli seduti per terra ad imitare o a creare una loro arte”.
Seguono gli interventi di Carmelo Cipriani che riepiloga quelle che sono state le donazioni e le principali acquisizioni che hanno consentito la nascita e lo sviluppo della raccolta di opere d’arte contemporanea gran parte confluita nella Pinacoteca; l’intervento di Orazio Lovino che ha visto una carrellata di opere e tecniche che Cantatore ha perfezionato durante il suo tempo e quello dell’Architetto Mario Di Puppo, di ordine prettamente storico.
L’inaugurazione si è caratterizzata anche di una performance di danza contemporanea ispirata alla poetica del M° Domenico Cantatore dal titolo “Gesto Sospeso”, a cura del Coreografo Giulio De Leo.
Una Pinacoteca che vede i cittadini di Ruvo e del Mondo padroni di questo luogo promotore di storia e di cultura.
Caterina de Sario

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