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PILLOLE RUVESI n.9: IL PRESEPE VIVENTE DI SAN ROCCO COME TASSELLO MANCANTE DI QUESTO NATALE

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La prima pillola ruvese dell’anno 2021 la dedichiamo al Presepe vivente rubastino che proprio in questi giorni avrebbe concluso la sua realizzazione. Dopo ben undici edizioni, infatti, il tradizionale Presepe Vivente, annualmente organizzato dalla Confraternita Opera Pia di San Rocco, com’è ovvio, non è stato organizzato. Dall’attesa per la nascita del Bambinello all’arrivo dei Re Magi, il Presepe vivente ha sempre reso partecipe la comunità ruvese per la sua realizzazione: dai più grandi ai più piccoli, dalle associazioni ai gruppi folk. Il presepe ha sempre avuto successo come hanno dimostrato le lunghe file di visitatori che ne attendevano l’ingresso. Quest’anno purtroppo il Covid ha impedito anche questo tipo di attività e la sua mancanza si è sentita dal momento che il Presepe vivente di San Rocco è, sin dalla sua nascita, oggetto di attrazione per i cittadini a noi limitrofi. Questo evento consacra il centro storico a nuovi occhi, lo vestono di un nuovo e temporaneo abito; si scruta il borgo antico sotto una nuova prospettiva. Insomma, un vero lavoro di squadra che dona a Ruvo turismo, collaborazione tra cittadini grazie al coordinamento della Confraternita; dona la riscoperta del passato, delle usanze dei contadini, dei pastori, della lavorazione dei vimini, l’opera dei bottegai, scalpellini, della gastronomia di un tempo, frutto del lavoro della terra. D’altronde, come dimenticare le degustazioni offerte ai visitatori: dal vino locale alle pettole, alle bruschette. Sono tutte attività che vengono rese al pubblico dopo giorni, se non mesi, di intenso lavoro da parte degli organizzatori. Attendendo tempi migliori e ricordando le scorse edizioni, auguriamo che la città possa beneficiare della realizzazione del Presepe vivente per il prossimo Natale.

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