Home Cultura PILLOLE RUVESI n.4: LA TOMBA DELLE DANZATRICI

PILLOLE RUVESI n.4: LA TOMBA DELLE DANZATRICI

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È un vero e proprio mistero quello che avvolge la Tomba delle Danzatrici. Imboccando Via Corato dalla rotonda di Piazza Castello, sulla destra è affisso un cartello sul quale viene ricordata la scoperta di questo tumulo. Era il 15 novembre del 1833 quando, in Via Cappuccini (l’attuale Corso Cotugno), viene rinvenuta la lastra di una tomba a semicamera lunga ben 3 metri. La sua permanenza a Ruvo fu, però, molto breve poiché appena fu scoperta, la lastra fu donata al Re di Napoli, per questo oggi, per poterla ammirare occorre visitare il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Risalta il suo nome: è detta “delle danzatrici” proprio perché sulla lastra sono raffigurate nove figure femminili che danzano a braccia incrociate, l’una nell’altra. Fonti risalenti all’antica Grecia, denominano questo tipo di danza femminile stayrotos che, in greco, è letteralmente “danza delle braccia incrociate”. Infatti, le nove donne, vestite di lunghi mantelli policromi che sembrano ondeggiare al loro movimento, hanno le braccia scoperte per potersi dare la mano e condurre tutte insieme la coreografia, come a formare una catena danzante attorno al corpo del defunto. Sicuramente, il fatto che tale danza fosse raffigurata su di una tomba, dimostra l’appartenenza a un tipico rito funebre, in cui si gioisce per la nuova vita del malcapitato; lo accerta anche la presenza di festoni di melagrane, frutti legati all’iconografia dell’Oltretomba. Tra l’altro, questo tipo di danza è ancora visibile nelle tradizioni folkloristiche greche, ad esempio quelle dell’isola di Salamina o di Zante. Questo capolavoro d’arte funeraria antica si inserisce in quel contesto di colonizzazione greca che fra VIII e V sec. a.C. caratterizzò il più antico villaggio peuceta da cui ha origine Ruvo; al contrario, però, non si ha la certezza sulla realizzazione della tomba e a chi appartenesse. Dal corredo composto di lance e pugnali, si presume che lo scheletro fosse di un guerriero etrusco. A seguire alcune foto e ricostruzioni della tomba.

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