Home Cultura PILLOLE RUVESI n.3: il mito di Talos

PILLOLE RUVESI n.3: il mito di Talos

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Emblema della città di Ruvo di Puglia è il vaso di Talos, custodito nella ricca e prestigiosa collezione del Museo Nazionale Archeologico Jatta. Il vaso è considerato uno dei più importanti capolavori di ceramica greca per via delle innovazioni artistiche presenti come le ricerche coloristiche e prospettiche tipiche del V secolo a.C. Ma conosciamo tutti Talos? Qual è il mito che ruota attorno a questa emblematica figura? Lo raccontiamo subito. Talos era il gigante custode dell’isola di Creta, il quale compito era quello di tenere lontano tutti coloro che volevano approdarvi, lanciandovi contro grossi macigni di pietra. La pelle del gigante era tutta di bronzo ma aveva una piccola vena visibile solo vicino al malleolo. Un giorno, un uomo di nome Giasone, assieme alla propria nave, l’Argo, e ai suoi amici, detti appunto Argonauti, cercò di fare scalo sull’isola per rifornirsi di acqua. Talos, da buon protettore di Creta, impedì loro di avvicinarsi. Intervenne allora la maga Medea che, innamorata di Giasone, cercò di aiutarlo con uno stratagemma, preparando per Talos una bevanda magica. Talos la bevve e, stordito, urtò il suo punto debole (il malleolo del piede) ad un sasso e si ferì. Sul vaso il gigante è infatti rappresentato morente tra le braccia di altri due personaggi mitologici a cavallo, Castore e Polluce.

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