Home Cultura PILLOLE RUVESI n.26: CHIESA E CONVENTO DI SAN MATTEO

PILLOLE RUVESI n.26: CHIESA E CONVENTO DI SAN MATTEO

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La chiesa di San Matteo è una di quelle che oggi non esistono più se non nei documenti scritti. Tra le poche cose, sappiamo che fu consacrata dal vescovo Pietrangelo Ruggieri. Oggi, in piazzetta Le Monache ne possiamo solo vedere una parte del monastero benedettino dedicato anch’esso a S. Matteo. Questo fu edificato dietro iniziativa del chierico Fabrizio De Amato. Questo, insieme alla bolla pontificia del 18 maggio del 1613, con un lascito dello stesso anno, diede facoltà al vicario del vescovo di Ruvo di erigere il desiderato monastero sotto l’invocazione di S. Chiara, per 11 monache e una badessa dell’ordine benedettino. Era qui che venivano educate le giovani ragazze della città di Ruvo con un pagamento di 20 ducati annui.

I lavori, però, andavano a rilento e si pensò, con un ricorso a Roma, di sospenderli, impiegando i proventi dati da De Amato per la costruzione di una cappella nella chiesa di S. Vito (chiesa del Carmine). Tuttavia, essendo già stati spesi 700 ducati per ciò che era stato costruito sino ad allora, gli imprenditori si opposero alla sospensione e il monastero fu portato a termine.

Nel 1854, l’edificio fu restaurato.
Anni dopo, nel 1866, il monastero fu soppresso e i beni incamerati dallo Stato. Da allora, il degrado del convento andò crescendo sempre più tanto che, per motivi di sicurezza, nel febbraio 1866 venne abbattuta la volta.

il 2 dicembre 1896, dopo essere stato per un po’ di tempo sede delle scuole femminili, i locali del monastero furono ceduti al Direttivo della Congregazione di Carità sotto sua richiesta.
Negli anni successivi vide alternarsi l’essere sede della Caserma dei Carabinieri, dell’associazione “Pro Cultura” nel 1922 e dell’Ente Comunale di Assistenza nel 1937. La maggior parte del complesso fu poi demolita nel 1965 per dar spazio al mercato ittico.

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