Home Politica PIERO PAPARELLA: “DITEGLI GRAZIE, OGNI TANTO, A QUESTA CITTA’”

PIERO PAPARELLA: “DITEGLI GRAZIE, OGNI TANTO, A QUESTA CITTA’”

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Foto: Pro Loco UNPLI di Ruvo di Puglia
““Troppa gente in strada”, “Le amministrazioni non possono controllare tutto”, “Siete dei pecoroni” e così via a colpevolizzare la gente della nostra città, quasi fossero dei trasgressori cronici per Costituzione, incapaci di riconoscere le regole e di attenersi ad esse. Una distorsione culturale, che sa di comodità”, è il commento del consigliere comunale di FDI, Piero Paparella.
In una lunga nota, commenta la situazione attuale a Ruvo di Puglia.
“È passato più di un anno dall’inizio della pandemia, e forse in questo momento scaricare tutte le responsabilità sui cittadini che dovrebbero autogestirsi, denunciarsi tra loro, decidere da soli se è giusto o meno mandare o no i propri figli a scuola, è il modo più facile per spegnere i riflettori su quello che il sistema politico, sanitario, dei controlli oggi non sono in grado di fare.
Si dovrebbe dire a tutti di state tranquilli, di avere fiducia nelle istituzioni, nelle loro scelte, di confidare negli organi di controllo, nelle politiche sanitarie e nelle scelte economiche per sostenere le famiglie e le imprese. Invece si alza la voce, si fa in modo che i cittadini vadano contro altri cittadini, che aumenti lo scontro sociale. Assistiamo ad istituzioni, a parenti ed amici delle istituzioni (quasi fossero i loro megafoni), che scaricano tutte le colpe sui cittadini. È sempre e solo a causa della negligenza dei cittadini se qualcosa va male. Sono loro i responsabili.
Bisognerebbe che qualcuno inizi ad apprezzare la disciplina delle famiglie e dei loro bambini, le incredibili difficoltà del mondo della scuola, di bambini, ragazzi e docenti costretti per ore davanti ad un pc, di chi bambini, ragazzi ed operatori da quasi un anno sono privati dello sport. Per non dimenticare i negozi, teatri, pub, ristoranti, agriturismi, sale ricevimento, operatori del benessere che in silenzio da mesi sono chiusi. Bisognerebbe apprezzare la silenziosa reclusione degli anziani che vivono soli, lontani dai parenti e spesso privi di ogni sostegno esterno. La fatica di tanti lavoratori rimasti a reddito zero, di moltissime imprese che in silenzio guardano i loro incassi drammaticamente falcidiati. E così via, per tutti quelli che in silenzio e con disciplina stanno soffrendo. Ditegli grazie, ogni tanto, a questa Città: per farcela, per incoraggiarla, per preservare lo spirito ed alimentare la forza che ci servirà nel “dopo”. Perché ci sarà un dopo, quando qualcuno a questa città e ai suoi cittadini dovrà con animo gentile ed empatia “chiedere qualcosa”, ad iniziare dalle scuse”.

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