Passeggiata nella Memoria della Musica con l’UTE “Nicola Cassano”
Una esperienza diversa, sospesa fra microstoria e melodia, ha visto protagonisti i corsisti dell’Università della Terza Età “Nicola Cassano”. Questo grazie alla generosa disponibilità del M° Livio Minafra, autore del progetto “Orme-Nove musicisti da non dimenticare”, coadiuvato dal prof. Pino Caldarola, docente di Storia della Musica presso la stessa UTE. Domenica mattina, sotto la spinta della curiosità e del desiderio di riscoprire le radici culturali della nostra città, si è intrapresa una vera e proprio passeggiata nella memoria della musica, attraversando i luoghi che custodiscono il ricordo di musicisti ruvesi oggi purtroppo dimenticati. Non solo un percorso fisico ma una vera e propria mappa sonora della città. Ogni tappa è stata occasione per rievocare figure che, pur non essendo entrate nei manuali di storia della musica, hanno contribuito a dare anima e bellezza a Ruvo. Appassionata e avvincente la narrazione di Livio Minafra nel ridare corpo e colore a persone e luoghi. La vecchia scuola comunale di musica, dove gratuitamente generazioni di giovani venivano “tolti dalla strada” e imparavano a cimentarsi con clarinetti e ottoni; una vera e propria fucina di talenti che ha avuto il merito di dare un futuro a chi molte speranze di affermazione non ne aveva e ha trovato nella musica un motivo di riscatto. Le strade e i vicoli che un tempo risuonavano delle voci e degli strumenti di maestri locali fra polke, sinfonie funebri e virtuosismi jazz.I portoni e le case dove sono nati, hanno vissuto e composto le loro opere. Abitazioni oggi anonime ma che hanno riacquistato vita e una loro identità grazie al faticoso lavoro di documentazione che il progetto stesso ha richiesto. Le semplici botteghe dove hanno appreso ed esercitato l’arte. Ad ogni sosta, una breve rievocazione storica, con aneddoti, curiosità e l’ascolto di frammenti musicali riproposti per l’occasione, grazie ai miracoli della tecnologia. I corsisti stessi hanno potuto contribuire al racconto attraverso esperienze e ricordi personali, nella consapevolezza del valore salvifico della musica, della sua capacità di unire generazioni anagraficamente distanti e di restituire dignità a chi, spesso di origini umili, ha lasciato, grazie ad essa, un segno nella vita culturale del paese. L’iniziativa non è stata soltanto un viaggio all’insegna della nostalgia, ma ha evidenziato l’urgenza di rivalutare il significativo patrimonio musicale locale. La memoria dei musicisti ruvesi dimenticati diventa così occasione di riflessione: la cultura non è fatta solo di grandi nomi ma anche di voci silenziose che hanno contribuito a costruire l’identità collettiva, un bene da preservare gelosamente e valorizzare.
Rita Leone