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Orazio Tedone: il grande matematico segnato da un tragico destino

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Ruvo di Puglia si è da sempre presentata come una città ricca di cultura e simbolo di uno straordinario passato. Tante sono state le menti eccelse che hanno contribuito a renderla tale. Una di queste è stata Orazio Tedone, nato proprio a Ruvo di Puglia nel 1870. Si tratta di un famoso matematico che ha dato numerose risposte al mondo scientifico.


Studia presso l’Università di Napoli e si laurea in matematica alla Normale di Pisa nel 1892. Diventa presto insegnante di meccanica razionale, poi docente all’Istituto Tecnico di Milano e successivamente ottiene la cattedra di meccanica all’Università di Pavia.

Tedone si dedica negli anni alla ricerca scientifica con lavori sull’idrodinamica e l’elasticità. Nel 1899 l’Università di Genova gli affida prima la cattedra di analisi superiore e statica grafica, poi nel 1902 viene assegnato alla cattedra di fisica matematica. Nello stesso periodo sposa Amalia Lojodice, dalla quale ha un figlio, Giuseppe che, da grande, intraprende la stessa carriera del padre. Nel 1911 viene nominato membro dell’Accademia Reale dei Lincei e nel 1921 riceve una benemerenza. Dopo dieci anni, Tedone ottiene il trasferimento all’Università di Napoli e l’assegnazione alla cattedra di fisica matematica. Qui, però, un tragico episodio segna la fine della sua vita.  Orazio scende dalla parte sbagliata del treno che lo stava riportando a Napoli, e viene travolto da un altro treno nella stazione di Pisa.

Una vita interrotta che porta inevitabilmente a chiederci cosa sarebbe successo a Tedone se il suo treno avesse davvero raggiunto Napoli e avesse insegnato in un ambiente più vivace di Genova, dove invece ha trascorso tutta la sua carriera accademica.

Di quella che è stata la sua vita sappiamo che alla Normale di Pisa ha avuto dei maestri di primo piano come Enrico Betti e Vito Volterra. Tedone si laurea nel ’92 e viene nominato assistente di Statica grafica all’Università di Pisa. I primi passi sono però difficili soprattutto grazie al mancato appoggio di Dini, grande matematico pisano.

Da alcuni documenti si legge di un Tedone che scrive a Volterra nel 1896: “Il Professor Dini ha detto che per l’anno venturo io mi cerchi qualcosa altrove, perché mi ha fatto capire che è assolutamente impossibile che egli mi confermi l’anno venturo nell’ufficio di assistente e posso assicurarla che se il Prof. Dini vuol coprire questo posto deve essere costretto a chiamare qualcuno da un’altra Università, a meno che non voglia concederlo a qualche studente. Non è facile dirle il perché di questo accanimento contro di me, forse ho il naso più lungo o più corto, è tutto aleatorio, più lungo o più corto di quello che bisognerebbe avere per piacere a qualcuno, forse la barba che porto divisa avrei dovuto portarla dritta. Ma, lasciando stare da parte lo scherzo, a me pare che in ciò debba esserci qualche cosa di personale, della antipatia non domabile. (…) Il Prof. Bianchi ne ha riparlato a Dini e mi ha risposto che il posto di assistente è un posto di fiducia del professore, che se a Pisa non vi fosse chi potesse ricoprire il posto, il prof. poteva benissimo permettersi di chiamarlo da qualche altra università, che tanto per riuscire dallo stato straordinario ci sarebbe voluto qualche altro ricorso e pare che egli sia convinto che io non farò mai niente di più se non con Volterra”.

Tedone chiede allora aiuto a Volterra che comincia a giocare un ruolo importante per la sua carriera. Si prende carico della sua situazione e gli suggerisce i concorsi a cui partecipare. È così che Orazio arriva, attraverso il suo continuo studio e il suo innato amore per la matematica, a compiere tutto il suo percorso professionale sino ad ottenere il tanto atteso trasferimento a Napoli.

Le opere più significative di Tedone osservano la teoria matematica dell’elasticità e l’integrazione dell’equazione dell’elettromagnetismo di Maxwell-Hertz. Nella dimostrazione di una formula sulla propagazione delle onde, è stato il primo a servirsi di uno spazio a quattro dimensione oltre ad estendere la formula di Kirchhoff alle vibrazioni più comuni che possono avvenire in un mezzo elastico, omogeneo e isotopo. Si dedica anche a problemi di statistica dei suddetti corpi. Tedone cerca, inoltre, di risolvere i problemi relativi all’integrazione delle equazioni di Maxwell e ne ottiene l’applicazione nel campo dell’ottica elettromagnetica riuscendo a esprimere in maniera semplice il valore elettrico e il vettore magnetico.

Oltre che per la sua immensa fama di matematico, Orazio Tedone è ancora vivo nella cultura di Ruvo di Puglia.  A lui è dedicato il Liceo Scientifico e Linguistico che dal novembre del 1997 è situato in via Alessandro Volta.

In piazza Matteotti, al civico 6, ritroviamo la sua abitazione con l’iscrizione:

IN QUESTA CASA
CHE PRIMA CONOBBE
LE LABORIOSE ASSILLANTI
DIUTURNE VEGLIE
NACQUE IL 10 MAGGIO 1870
ORAZIO TEDONE
DELL’ACCADEMIA DEI LINCEI
SCIENZIATO INSIGNE
MAESTRO FRA I MAESTRI
IMPAREGGIABILE
NELLE MATEMATICHE DISCIPLINE
MODESTO NELLA VITA
SUBLIME NELLA GLORIA
TRAGICAMENTE SPENTO A PISA
IL 18 APRILE 1922″
_______

IL MUNICIPIO
MEMORE DI TANTO FIGLIO
POSE

 

Orazio Tedone, matematico e fisico di grande fama, ha dato a Ruvo di Puglia un notevole slancio culturale lasciando in eredità la cognizione di una vita interamente dedicata alla scienza. Seppure segnato da un tragico destino, il suo percorso ha permesso al mondo scientifico di avvalersi delle sue teorie e di renderle fruibili a tutto il mondo.

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