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Nasce Proxima Salus: un nuovo modello di sanità privata fondato su umanità, competenza e centralità del paziente

In via S. Pertini 64, ieri pomeriggio, 2 maggio, è stata inaugurata Proxima Salus, nuova realtà medica polispecialistica destinata a proporsi come punto di riferimento nel panorama sanitario territoriale, con una visione chiara: rendere l’assistenza privata più semplice e accessibile, organizzata e vicina alle reali esigenze della persona.
Nato dall’esperienza professionale e dall’osservazione diretta del fondatore dott. Paolo Lobascio, il progetto prende forma da una riflessione concreta sulle difficoltà che spesso accompagnano il paziente nei percorsi di cura, tra frammentazione dei servizi, complessità burocratiche e assenza di orientamento.
“Perché prendersi cura della propria salute deve essere così complicato?”, ha dichiarato il dott. Lobascio nel suo intervento inaugurale, sintetizzando la filosofia di una struttura che punta a semplificare l’accesso alle cure attraverso un sistema integrato di servizi ambulatoriali, assistenza domiciliare e supporto costante.
Proxima Salus nasce con l’ambizione di superare il concetto di semplice prestazione sanitaria, promuovendo invece un accompagnamento continuativo del paziente, dalla prevenzione alla cura, secondo valori fondanti di ascolto, empatia, professionalità, integrità e continuità.
Una missione che trova solidità anche nella guida sanitaria del dottor Lorenzo Musci, direttore sanitario del centro, professionista già noto nel territorio ruvese, che nel corso della cerimonia ha ricordato il legame umano e professionale con il fondatore, sottolineando il valore di una collaborazione costruita nel tempo e orientata alla qualità del servizio.
L’inaugurazione ha assunto anche un profondo significato simbolico. Prima del tradizionale taglio del nastro, in veste di vecchio amico stimato dal dott. Lobascio, il professor Eliseo Tambone, docente di storia e filosofia, oltre che impegnato sul territorio nella promozione della cultura come consigliere comunale della vicina Corato, ha offerto ai presenti un momento di riflessione e benevolenza, trasformando la cerimonia in un’occasione di condivisione autentica, fondata su valori di vicinanza e fiducia, definendo Proxima Salus un centro simbolicamente di speranza, sia per i pazienti, che per il messaggio potente lanciato ai giovani della nostra comunità: al sud si può restare, dando un contributo a migliorare ciò che c’è da migliorare. In questo contesto si inserisce anche la presenza di Maurizio Vino, chiamato a ricoprire il ruolo di impiegato amministrativo all’interno della struttura, forte di una consolidata esperienza maturata in ambito amministrativo e commerciale, ulteriore garanzia di affidabilità nell’organizzazione del centro.
Il taglio del nastro, sorretto con emozione dalla sorella Daniela e da Paola Lobascio, ha visto protagonisti Paolo e Marco Lobascio, soci e fratelli, suggellando simbolicamente un progetto sostenuto con convinzione dall’intero nucleo familiare e costruito su una visione condivisa di lungimiranza, professionalità e servizio.
Tra gli aspetti più significativi dell’evento, l’attenzione concreta all’inclusione: Anna Iaria, madre del fondatore, ha tradotto gli interventi nella lingua dei segni, garantendo piena partecipazione anche agli ospiti con sordità presenti alla cerimonia. Un gesto di straordinaria sensibilità che interpreta perfettamente l’identità di Proxima Salus: una sanità che non si limita a curare, ma che sa accogliere, comprendere e includere.
Con questa apertura, Ruvo di Puglia accoglie dunque una struttura che unisce serietà organizzativa, competenza professionale e una visione moderna dell’assistenza, candidandosi a diventare un presidio sanitario di qualità, dove il paziente torna ad essere, realmente, il centro di ogni percorso.

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