Commercio

NASCE A BARI CONFCOMMERCIO BARI-BAT

Bari si aggiunge a Milano, Cremona, Ferrara, Parma e Valle d’Aosta come sesta tappa del percorso di sviluppo territoriale di Impresa Cultura Italia – Confcommercio. Si è tenuto oggi, presso la sede di Confcommercio Bari – B.A.T, l’evento di lancio di Impresa Cultura Bari, il nuovo coordinamento territoriale di Confcommercio Bari dedicato al mondo delle imprese culturali e creative La presentazione ha fatto da cornice alla condivisione dei dati dell’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia, promosso da Impresa Cultura Italia – Confcommercio, il Coordinamento nazionale nato per dare voce unitaria in Confcommercio al settore culturale e creativo, e realizzato in collaborazione con SWG.

Le rilevazioni effettuate nel mese di luglio 2025 delineano trend di consumo culturale positivi e di grande interesse. In Puglia, la distinzione tra “cultura” e “tradizione” tende a dissolversi: feste popolari, sagre, processioni religiose e riti comunitari non rappresentano semplici eventi folklorici, ma costituiscono il principale strumento attraverso cui le comunità vivono, producono e trasmettono cultura.

Quanto spendono i Pugliesi in cultura?

Nel complesso la cultura riveste un ruolo particolarmente importante per gli abitanti della regione tanto che quali la metà di essi – il 46% – la considera un’opportunità per apprendere e ampliare i propri orizzonti.

Negli ultimi 12 mesi, la spesa media mensile familiare destinata alla cultura è stata di € 93,2.

A fronte delle attività culturali più diffuse nella regione, cioè la fruizione di film e programmi in TV e l’ascolto della musica e della radio, quelle per cui la maggior parte del campione dichiara di aver investito in cultura una cifra di denaro riguardano l’acquisto dei biglietti per il cinema o i concerti dal vivo, le visite a mostre e musei, l’acquisto di libri, sia in formato cartaceo sia in formato digitale, e la fruizione di contenuti televisivi su piattaforma.

Come viene percepita l’offerta culturale?

Tutte le declinazioni dell’offerta culturale in Puglia superano il grado di soddisfazione sufficiente: oltre la metà dei pugliesi, infatti, la valuta buona o ottima, il 64% ritiene che l’offerta culturale della propria città rappresenti l’identità locale e 7 cittadini su 10 interpretano la cultura come leva di sviluppo territoriale. A ciò si aggiunge che per il 72% degli intervistati l’offerta culturale contribuisca a rendere la città più viva e piacevole e che il 70% ritiene che la cultura rafforzi l’economia locale e funga da importante attrattore turistico.

Se si considerano l’offerta culturale di Bari e le risposte raccolte nel capoluogo, accessibilità (68%), qualità percepita e coinvolgimento del pubblico (65%) e innovazione (49%) costituiscono gli aspetti più apprezzati, in misura anche superiore rispetto alla media regionale.

 Weekend culturali: il 66% dei partecipanti soggiorna in strutture private a beneficio dell’intera filiera turistica

La formula del pacchetto «weekend culturale», ritenuta particolarmente attrattiva da 2 italiani su 3 nella rilevazione nazionale del 2024, riscuote un successo ancora superiore in Puglia. Questo è vero sia che si tratti di un weekend da regalare sia che questo rappresenti un dono ricevuto, opzione maggiormente apprezzata dal campione (7,1% rispetto al 6,7% nazionale) e, nello specifico, nella provincia di Bari dove la percentuale raggiunge il 7,4%. I soggetti interessati dichiarano di essere disposti a destinare fino a € 200 a persona per l’acquisto di un weekend culturale, stima molto promettente che arriva a € 243 relativamente a quei consumatori che già praticano i weekend culturali.

Un dato interessante è rappresentato dal 66% di rispondenti che, dedicandosi a un weekend culturale nella propria regione o al di fuori, hanno soggiornato almeno una notte in una struttura alberghiera privata, incentivando dunque anche altri comparti della filiera turistica.

A livello di offerta, tra gli elementi che rendono attraente l’idea di un weekend culturale, si riconfermano anche in Puglia le visite guidate ai luoghi identitari (92%), la possibilità di prendere parte a delle cene in cui consumare i prodotti locali (90%), l’accesso a festival e spettacoli e al Bonus mobilità pubblica e servizi di sharing (87%). A tal proposito, l’accesso illimitato ai servizi di trasporto pubblico viene guardato con maggiore favore in Puglia che nel resto d’Italia (82%).

Festival: circa il 50% dei Pugliesi partecipa

Sono le fiere e le rassegne musicali le tipologie di festival maggiormente apprezzate dagli intervistati pugliesi rispettivamente con il 56% e 55%: di questi, il 61% di chi ha preso parte a una fiera negli ultimi 12 mesi appartiene alla fascia di età superiore ai 55 anni, mentre il 61% di chi ha seguito un festival musicale si colloca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Questa forma di evento che comprende anche festival letterari, scientifici e feste popolari e sagre, nell’ultimo anno ha riscontrato l’interesse del 48% dei Pugliesi, spingendo anche 1 cittadino su 3 al di fuori della propria città. È, inoltre, interessante notare come 2 visitatori su 5 approfittano del festival per visitare anche la città ospitante, un dato che dà un positivo slancio all’integrazione tra cultura e turismo esperienziale.

La Notte della Taranta di Melpignano e la manifestazione musicale dei Battiti Live sono stati i due eventi più partecipati dal campione ma, come anche in Emilia-Romagna, la lista di festival citati è molto ampia e diversificata a conferma del fatto che in Puglia si sceglie se partecipare o meno a un festival occasionalmente, dunque in base al programma e ai contenuti trattati. Soltanto un esiguo 14%, infatti, si è definito un habitué dei festival e interessato a prendervi parte quado possibile come semplice occasione di svago. Sebbene la maggior parte dei partecipanti sia solita recarsi in giornata al festival di interesse (75%) e molto spesso in compagnia di amici (83%), c’è anche chi, a fronte di un maggior impegno economico, riesce a soggiornare per almeno una notte in una struttura alberghiera, rilanciando così l’intero impianto turistico del territorio con una spesa media totale pari a circa € 460.

In Puglia la tradizione non è il passato, ma la principale infrastruttura del presente culturale

La ricerca mostra che in Puglia la cultura viene vissuta come un’esperienza collettiva e di appartenenza identitaria più che individuale, tanto che 1 giovane su 4 di età compresa tra i 18 e i 34 anni associa la cultura al piacere di condividere momenti di qualità con gli altri, segno di una forte dimensione comunitaria. Emerge anche una distinzione quasi inesistente tra cultura e tradizione: feste popolari, sagre e riti religiosi rappresentano la forma più autentica e partecipata della produzione culturale e strumenti capaci di generare turismo esperienziale, sviluppo economico e coesione sociale.

Il problema della stagionalità

L’offerta culturale pugliese si concentra in estate: tra giugno e agosto, infatti, si registra il 63% delle iniziative totali. Che l’estate rappresenti il tempo simbolico e produttivo della cultura pugliese trova una duplice spiegazione: quella turistica, legata ai flussi turistici estivi in aumento anche per la presenza del mare, e quella tradizionale dovuta al fatto che in estate si tengono le feste patronali, le sagre e gli eventi religiosi in occasione del rientro dei Pugliesi che vivono all’estero o nel Nord Italia. Solo il 14% percepisce un’offerta “distribuita tutto l’anno”.

“In Puglia, la tradizione non è un retaggio del passato, ma una vera e propria infrastruttura del presente culturale: un motore capace di generare coesione sociale, attrattività turistica e nuova creatività. I dati sulla spesa media mensile confermano, tuttavia, la necessità di un sostegno mirato ai consumi culturali, per evitare che si ampli ulteriormente la forbice tra Nord e Sud, e di una strategia di destagionalizzazione intelligente che promuova la partecipazione durante tutto l’anno. La forte identità estiva costituisce una leva straordinaria, ma è proprio da questa che occorre partire per ripensare l’offerta culturale e le modalità di coinvolgimento del pubblico. L’impegno congiunto di Impresa Cultura Bari e Impresa Cultura Italia deve muoversi in questa direzione: fare della continuità culturale una risorsa strutturale per la crescita del territorio e del Paese.” dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio in occasione della diffusione dell’Osservatorio sui consumi culturali della Puglia, realizzato con SWG.

Con la nascita di Impresa Cultura – Confcommercio Bari-Bat, la nostra realtà associativa entra ufficialmente nel percorso di sviluppo territoriale di Impresa Cultura Italia – Confcommercio, affiancandosi a realtà come Milano, Cremona, Ferrara, Parma e la Valle d’Aosta. È un passo importante per dare voce a questo settore insieme alle associazioni che fanno parte del coordinamento, che rappresenta un motore di innovazione, identità e coesione sociale”, dichiara il presidente Confcommercio Bari-Bat, Vito D’Ingeo.

I dati dell’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia confermano quanto la cultura sia profondamente intrecciata con la nostra tradizione: feste popolari, sagre e riti comunitari non sono solo eventi folklorici, ma veri strumenti di produzione culturale. La cultura in Puglia non è un lusso, ma un investimento quotidiano: quasi la metà dei cittadini la considera un’opportunità di crescita personale e collettiva, con una spesa media di oltre 90 euro al mese. Questi numeri ci spingono a sostenere sempre di più le filiere creative e a valorizzare la cultura come leva strategica per lo sviluppo economico e turistico della regione”, conclude il presidente D’Ingeo.

 

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