Mediazione familiare: funziona se la fai funzionare

E’ stata la Sala Conferenze della Pinacoteca Comunale a ospitare, ieri sera, il quarto appuntamento de “La bottega dei genitori”, il percorso di formazione organizzato dall’associazione “Granello di senape” onlus col patrocinio della Città Metropolitana di Bari, del Comune di Ruvo di Puglia, del Movimento per la Vita, della Caritas Cittadina, del Crisi e della Cooperativa Rama.

Mentre i vivaci pargoletti erano affidati alle cure di educatrici nei laboratori, i loro genitori assistevano e partecipavano al convegno “Mediazione come risorsa per la famiglia” condotto da una solare Ilaria De Vanna, psicologa, psicoterapeuta, mediatrice familiare, con pregressa esperienza presso il Tribunale dei Minori di Bari in qualità di giudice onorario.

La conferenza, condotta all’americana, di De Vanna è stata preceduta da un breve corto, a cura di AIMEF (Associazione Italiana Mediatori Familiari), sul vissuto da “figlia contesa” di una ragazzina, triste e per la separazione dei genitori ma, soprattutto, per il rancore che avvelena le relazioni tra i due. Solo dopo un percorso di mediazione familiare, i genitori della ragazzina hanno reinstaurato un dialogo sereno. Separati, sì, ma rispettosi l’uno dell’altra.

La mediazione familiare è, infatti, l’incontro con un professionista imparziale, esperto dei conflitti, che facilita la comunicazione tra i componenti della famiglia, spesso separati da conflitti generazionali, conflitti legati da assenza o cattiva gestione del work of balance; contrasti legati anche a questioni ereditarie e di vita pratica. Ma la sua sfera di azione comprende soprattutto il recupero di una migliore comunicazione tra coniugi, la elaborazione di accordi condivisi e la creazione di nuovi equilibri nei casi di separazione e divorzio.

A Ruvo di Puglia, in Corso Carafa 11, è possibile ricorrere a questo strumento presso il Centro di Ascolto Familiare “Chiara Corbella Petrillo” dove le mediatrici familiari Paola Malcangi (tel.  320 7544639, paolettamalcangi@gmail.com) e Raffaella Scarongella (tel. 347 3691006, raffascaro@libero.it) offriranno la propria professionalità e sensibilità per comporre i conflitti familiari. «Questo servizio – riferisce Scarongella – si affianca a quello fornito con la Caritas, il Centro Diurno “Nel regno di Oz” a tutela dei minori, in quanto le problematiche che impediscono loro di vivere serenamente hanno radici nei conflitti familiari».

«Ma attenzione – ricorda De Vanna – il mediatore non dà la ricetta per diventare infallibili nella gestione dei conflitti familiari. Il mediatore aiuta le persone a recuperare la responsabilità di scegliere bene per sé stessi e per gli altri, soprattutto per i più piccoli. Se tutto funziona, se tutto si risolve è perché soprattutto le persone coinvolte decidono di cambiare». In pratica funziona se la fai funzionare. Ogni percorso di mediazione ha una sua storia, tuttavia, e va affrontato con sensibilità e competenze professionali “ad hoc”.

E’ fondamentale, poi, recuperare il significato di parole come stima, rispetto, pazienza, amore, perdono, accoglienza, parole che De Vanna ha raccolto dal pubblico, formato prevalentemente da coniugati (c’era chi ha raggiunto quasi cinquant’anni di matrimonio). E, a volte, basta ricordarsi del perché ci si è innamorati dell’altro.

Il convegno si conclude, poi, con l’invito a essere felici, a godere della Bellezza che ci circonda, a prescindere dal fatto che si sia sposati o meno, che si abbia una famiglia o meno «Non fatevi rubare la felicità e la Bellezza. Circondatevi di positività e siate voi stessi positivi».

L’appuntamento è per giovedì prossimo, 25 gennaio, alle 19.00, a Palazzo Caputi, con il laboratorio tematico.

 

 

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