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LUCIANA DI BISCEGLIE: “DIMINUISCONO SEMPRE PIU’ IMPRESE FEMMINILI”

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In un’intervista rilasciata a La Gazzetta Del Mezzogiorno di mercoledì 29 gennaio, Luciana Di Bisceglie, Presidente Provinciale del Terziario Donna Confcommercio Bari Bat e membro di giunta della Camera di Commercio, ha dichiarato che stanno diminuendo sempre più imprese femminili a causa della crisi.


In un anno, infatti, nel Barese si sono perse 346 imprese femminili attive.

Una crisi che comincia già nel 2017, come commentato dalla stessa ruvese, e che nell’ultimo periodo sta aumentando sempre più, andando a intaccare per la maggioranza dei casi, il settore del commercio messo ko dai grandi centri commerciali e dalla vendita online.

Dati che, però, non preoccupano le donne a cui piace sempre più fare imprenditoria. Si registrano, infatti, nel settore agrario circa 7343 “aziende rosa”, ovvero il 28,4% del totale.

Le donne – commenta Luciana Di Bisceglie – sono spesso più scolarizzate degli uomini, vogliono uscire dal recinto di casa e si inventano imprese per riuscirci, rosicchiando anche campi tradizionalmente più maschili. Risentono, però, della mancanza di servizi come gli asili, ad esempio, considerando che l’età della maternità che si spinge sempre più avanti e dovendo gestire figli piccoli e genitori anziani. Di contro, però, oggi più di ieri, ci sono tante misure e progetti regionali a supporto dell’imprenditoria, specie la femminile che ha spesso canali privilegiati“.

Secondo quanto dichiarato dalla ruvese, anche le banche stanno mutando il proprio approccio alle donne che si propongono come imprenditrici, nonostante l’accesso al credito sia più rigido e con più ostacoli rispetto a quello di un uomo, viste le tante garanzie richieste. Complici di questo mutamento in positivo sono i dati che dimostrano come le donne siano molto più in grado di adempiere alle proprie obbligazioni finanziarie, pagando i propri debiti.

Le banche stanno diventando – conclude la presidente provinciale del terziario donna Confcommercio Bari Bat – sempre più obiettive nella valutazione di un business plan di una futura impresa rosa“.

 

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