Lucca celebra la Toscanotudine, e Ruvo si prende la scena: l’avv. Visicchio è primo tra i Maestri del Club Amici del Toscano
C’è un modo di intendere il sigaro Toscano che va oltre l’abitudine del fumo: è cultura del tempo, gusto per la conversazione, fedeltà a un rito. È in questa cornice che si colloca il risultato raggiunto dall’avv. Antonio Visicchio, professionista di origini ruvesi, oggi al primo posto nella classifica nazionale dei Maestri della Toscanotudine del Club Amici del Toscano. Un traguardo costruito passo dopo passo, grazie a migliaia di punti maturati in attività del Club – missioni, appuntamenti, degustazioni – che ne attestano la partecipazione continuativa e la competenza maturata sul campo.
La conquista del vertice gli ha garantito l’accesso a un’esperienza riservata ai migliori: due giorni nelle Manifatture Toscano di Lucca, con fulcro nella Giornata dei Maestri della Toscanotudine celebrata il 21 novembre scorso. L’iniziativa non è stata un semplice evento celebrativo, ma un percorso completo dentro l’identità del Toscano: visita ai luoghi di produzione, confronto tra appassionati, cena conviviale e una sessione di degustazione con abbinamenti studiati di pietanze, vini e sigari. Un’immersione che ha restituito la dimensione piena di un mondo fatto di aromi riconoscibili, gesti lenti e relazioni che si costruiscono attorno al piacere condiviso.
Se Lucca ha rappresentato il palcoscenico, Ruvo di Puglia resta il punto d’origine. L’avv. Visicchio ricorda infatti come la sua curiosità sia nata osservando, in città, due appassionati “storici” del Toscano: il signor Damiano Binetti e il maresciallo della Polizia Locale Franco Montaruli. Quel modo discreto e consapevole di accendere un sigaro, quasi fosse una pausa conquistata con rispetto, ha dato avvio a una passione poi cresciuta fino a diventare un tratto identitario.
Nel corso della giornata lucchese, il Club ha registrato alcune testimonianze video sul significato della Toscanotudine. Alla domanda: “Se fosse una persona, chi sarebbe?”, l’avv. Visicchio ha risposto indicando Giorgia Meloni. La scelta è stata motivata da elementi di stile e temperamento che egli associa a quell’idea di toscanità: linguaggio diretto, prontezza di replica, ironia non compiaciuta e una tenacia che affronta le difficoltà senza arretrare.
La sua definizione della Toscanotudine non è solo concettuale, ma sensoriale: evoca l’odore della carta vissuta, l’atmosfera calda di un’osteria, il vino rosso vicino al camino, e soprattutto la cena tra amici autentici, dove il tempo diviene un bene da custodire. In questo, a suo avviso, risiede la peculiarità del Club Amici del Toscano: una comunità che sceglie di meditare per godere del gusto, del dialogo e del confronto, facendo del sigaro un simbolo di italianità radicata e positiva.
Da qui l’ultimo invito, forse il più attuale: riportare in vita la contemplazione. Dopo cena, un Toscano acceso con calma, un libro aperto, il silenzio che non pesa. Mettere da parte lo smartphone, tornare a gesti semplici, recuperare un tempo interiore in cui lettura e pensiero procedono insieme. Un rito minimo, ma capace di restituire libertà a chi decide di concederselo.