Lo sportivo della settimana: a tu per tu con Giacomo Scardigno

Nella giornata di ieri abbiamo raccontato quanto fosse positivo il momento di salute del ciclismo a Ruvo. La settimanale intervista sportiva non poteva che essere dedicata, dunque, ad un giovane ciclista che tanto bene sta facendo nel panorama ciclistico regionale: Giacomo Scardigno.
Giacomo, classe ’90, ha un passato da cestista: ha militato nella Nuova Cestistica Ruvo, prima di scegliere la bicicletta, due stagioni or sono.
Il cambio di sport non è stato avaro di soddisfazioni per questo giovane ciclista ruvese che, dopo aver disputato la scorsa stagione sotto i colori dell’AVIS Bike, ha deciso di trasferirsi nella squadra bitontina dell’ASD Velosprint di Bitonto, sponsorizzata dal supermercato DeSpar di Giuseppe Carbonara.
L’esperienza bitontina è stata, fin qui, molto positiva: Giacomo partecipa tanto al campionato su strada quanto al circuito Iron Bike 2017, piazzandosi secondo in volata nella prima tappa e raggiungendo la vittoria nella seconda tappa di medio fondo (40 km), disputatasi domenica scorsa ad Altamura.

In un momento così positivo per gli amanti della bicicletta, abbiamo voluto dedicare un’edizione speciale della nostra rubrica “lo sportivo della settimana” ad un’intervista a Giacomo Scardigno, discutendo con lui del suo cambio di carriera sportiva, degli obiettivi futuri che si è prefisso e dello stato attuale del ciclismo a Ruvo.

In passato hai a lungo giocato a basket. Com’è stato il passaggio al ciclismo? Com’è nata questa passione?

Già da qualche anno praticavo entrambi gli sport. Quando terminava la stagione cestistica, mi dedicavo a tempo pieno al ciclismo. Per circa tre stagioni ho praticato entrambi gli sport: era massacrante a livello fisico e mi portava via molto tempo. Io, poi, ho sempre messo in cima ai miei impegni il lavoro e non potevo più dedicarmi ad entrambi gli sport. Ho maturato la decisione di abbandonare il basket nella scorsa stagione, al fine di intraprendere pienamente la strada del ciclismo: se si vuol disputare un’ottima stagione occorre prepararsi al meglio sin dai primi mesi dell’inverno, per circa tre quattro mesi. E’stata una decisione molto dura: ho lasciare il mio gruppo di amici, ma se volevo provare questa nuova esperienza, purtroppo, dovevo farlo.
Coltivo questa passione da circa un decennio, è nata quasi per gioco, grazie ad una bici regalatami da mio padre, neanche così adatta alla competizione. Poi un mio amico mi ha spinto a provarci.
Io sono uno che, sin da piccolo ha sempre dato tutto per lo sport: poco alla volta sono giunto, ad un ottimo livello.

Qual è l’aspetto che preferisici di questo sport? Prediligi la mountain bike o le gare su strada?

L’aspetto che preferisco di questo sport è la competizione. Per me competere è importantissimo.
Prediligo la mountain bike: è più divertente, ti da più adrenalina, ti permette di essere immerso nella natura e non di correre sull’asfalto, che potrebbe essere molto più pericoloso. Anche la mountain bike ha i suoi rischi, chiaramente, ma manca del fattore esterno dovuto alle macchine. Trovo, poi, la bici su strada molto più monotona. In ogni caso mi difendo bene anche in quella specialità, che in gara diventa anche molto più divertente.

Che cosa vedi nel tuo futuro ciclistico? Che obiettivi ti prefiggi?

Di vero e proprio futuro ciclistico non si può parlare, vista la mia età. Posso sperare “solo” di far bene quel che sto facendo, continuando a migliorarmi. Chiaramente non posso sperare diventi il mio mestiere né di farmi un nome, sarebbe presuntuoso: c’è bisogno di sfondare da ragazzi. In ogni caso mi sono posto un unico obiettivo: vincere l’Iron Bike. Sono arrivato secondo per un pelo nella prima tappa e ho vinto la seconda, accumulando già un buon numero di punti nella classifica generale. Ho vissuto lo scorso anno come un esame, raggiungendo comunque buoni piazzamenti, ma quest’anno sto raccogliendo i primi frutti.

Cosa pensi dell’attuale stato di salute del ciclismo a Ruvo? E’ uno sport in buona salute, non credi?

Il ciclismo a Ruvo è cresciuto tantissimo negli ultimi anni. Purtroppo a Ruvo siamo ancora in pochi ad aver voglia di metterci in gioco in maniera competitiva. A Ruvo viene prediletto “il ciclismo domenicale”, inteso come un hobby più che uno sport di competizione per cui sono necessari sacrifici ed allenamenti. Attualmente a distinguerci dagli altri da questo punto di vista siamo in pochi: oltre a me, c’è Domenico Stragapede, un altro ragazzo che meriterebbe attenzione per gli ottimi risultati che sta conseguendo su strada. Inoltre, anche Cosimo Di Domenico ha ottenuto bei piazzamenti. Questa mancanza di competitività è uno dei motivi che mi ha portato lontano da Ruvo, ma mi auguro che il trend possa cambiare e che cresca anche il numero di ciclisti a livello agonistico.

Ringraziamo Giacomo per la disponibilità e gli auguriamo di continuare a imporsi nell’Iron Bike, già a a partire dalla prossima tappa di Castel del Monte.

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