Liberi per il bene dei ruvesi e di Ruvo di Puglia: ecco i candidati di “Ruvo Libera” con il candidato sindaco Mario Albrizio

Pare che gli Spartani fossero una casta di guerrieri risoluti e ascetici, capaci di gesti  patriottici che sfioravano l’autolesionismo. Ed è così che si sentono i candidati della lista “Ruvo Libera” che supporta il candidato sindaco Mario Albrizio tranne che per un particolare: non sono autolesionisti.

I candidati che fanno parte di Ruvo Libera, una “Lista di libertà civile” che si sono presentati il 14 maggio 2016 in Piazza Dante, sono consapevoli di correre per il bene dei ruvesi e quindi di sé stessi, perché «se vinciamo noi – come ha dichiarato un candidato – vincete tutti, vinciamo tutti!».

Liberi come il falco che si libra sullo sfondo del rosone della Cattedrale, racchiusa nel cerchio, nella Rotonda. Tre simboli che evocano libertà,arte e storia. Perché se conosciamo e rispettiamo la storia, rispettiamo noi stessi, il nostro vissuto.

Moderatore della serata è stato il prof. Biagio Pellegrini che ha presentato i candidati. Professionisti, studenti, agricoltori tutti accomunati dal desiderio di affermare la “logica dei meriti e dei bisogni”, dove il Comune incoraggi e sostenga buone idee imprenditoriali, civiche e supporti i bisogni primari rifuggendo da logiche clientelari.

Albrizio si fa supportare da una sola lista: i suoi candidati sono persone consapevoli che un giorno avranno la possibilità di sedersi negli scanni di Palazzo Avitaja e quindi non sono “riempilista” candidati senza alcun criterio e logica. In fondo è questo che cinque anni fa, alle amministrative 2011,  ha prodotto un astensionismo pari al 52% degli aventi diritto al voto, segno di un forte disagio, di una classe politica che i ruvesi non erano disposti a scegliere.

Ma Albrizio sostiene che con loro tutto cambierà; ricuciranno lo strappo tra cittadini e politica e per farlo attueranno il loro programma che prevede un potenziamento qualitativo dei servizi al cittadino.

Grande spazio hanno l’arte e la storia: valorizzazione del centro storico, delle zone rurali attraverso lo sviluppo delle infrastrutture (aumento di bus, incremento di piste ciclabili), campi di lavoro estivi che mettano i ragazzi a contatto con la natura e l’arte; recupero dell’Archivio Storico Comunale, attualmente disperso tra Palazzo Avitaja e un locale in via S. Barbara; riqualificazione dei palazzi storici di Ruvo di Puglia, tra cui la Scuola “Giovanni Bovio”, e dei parchi di Ruvo di Puglia – il Parco Mennea e tanti altri parchi sono in pessime condizioni.

Poi è necessario implementare l’agenda digitale di Ruvo di Puglia e migliorare la comunicazione tra cittadini e Palazzo Avitaja (pare che molti studenti non sappiano che la Biblioteca Testini è ubicata a Palazzo Caputi, sede della Casa della Cultura). E’ indispensabile creare rete, fare rete tra associazioni senza campanilismi. I giovani poi non devono essere più costretti a emigrare altrove per svolgere il lavoro per il quale hanno studiato, investendo denaro e tempo. Non devono essere più vittime della logica del «do ut des».

Poi il capitolo “Calentano”. Borgo di Ruvo di Puglia vessato da tasse e altri oneri in cambio di servizi scadenti.

La pioggia, alle 21.30, ha interrotto la presentazione del programma che riprenderà martedì 17 maggio 2016 nella Sala Conferenze del Centro Interculturale Per Migranti.

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