Venduta la lettera d’amore del 1945 di un prigioniero di guerra ruvese scoperta su E-bay – aggiornamento

«14 – 9 – 1945. Mia cara, come mai non hai scritto il foglio intero nella lettera con la foto? Solo metà. Scrivi a lungo e più spesso con lettera. Parlando di Molfetta hai detto che se stavo io saremmo andati insieme invece adesso devi portare addietro (che cosa?) non fai la schiava! E’ da un pezzo che ogni tanto mi scrivi qualche cosa che non riesco a spiegarmi e mi fai supporre – pensare. Del resto mi racconterai tutto poi! Sei stata una settimana da mia madre anche di notte, per un mal di denti poi! Ad ogni modo ricordati che non voglio assolutamente  che andando lì, ti mettessi a fare qualsiasi servizio che riguardi la bottega e cerca di scegliere quando devi andare per evitare seccature – non altro -. Hai detto che gli zii sono venuti. Beati loro! E Rocchino e babbo come stanno? E mamma? E tu? Perché non mi racconti più chiaramente certe cose? Anche io cara non ne posso più a viverti lontano ma ora siamo per ritrovarci, per riaverci. Coraggio ancora un po’. Passerà anche questo periodo che certo è il più duro ma pensa poi dopo: quanta ruggine andrà via! A Milano digli che gli scrivi due cartoline da tanto tempo e mandagli i saluti miei. Saluti cari a tutti, tanti tanti bacioni e abbracci. Tuo marito Pierino».

Ingiallita dal tempo, ma vibrante di passione è la lettera d’amore di un prigioniero di guerra ruvese, Pietro Catalano, indirizzata alla moglie Maria che lo aspettava, trepidante, nella loro casa in via Boccumini 60 a Ruvo.

Secondo quanto riportato sulla busta – P.O.W. Postal Section, Middle East, Egypt – Pietro Catalano era un sergente maggiore, prigioniero di guerra (Prisoner Of War) in Egitto nel Campo 312, uno dei campi di prigionia allestiti dai Britannici in Nord Africa, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il ritrovamento di questa testimonianza d’amore è stato un caso di «serendipity», di scoperta inaspettata e felice che ha avuto come protagonista una cittadina ruvese la quale, curiosando su E-bay, ha visto la lettera e ha diffuso la notizia tramite i social network, all’interno del Gruppo Facebook “Sei di Ruvo Se…”!

Verso la tarda serata, la lettera è stata venduta. Sarebbe bello se essa fosse stata acquistata da un ruvese e la donasse ai discendenti di Pietro e Maria Catalano, protagonisti, nel loro piccolo, della Grande Storia.

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