LEONARDO DI GIOIA PRESENTA IL PROGETTO “STORIE”

Il fisarmonicista ruvese Leonardo Di Gioia con un nuovo progetto musicale dal titolo “Storie”.
Timido, umile, Leonardo si rivela solo quando abbraccia la sua fisarmonica, strumento musicale che grazie a passione e studio l’ha portato ad essere uno tra “i 100 migliori fisarmonicisti contemporanei al mondo” secondo l’ A.A.A. (American Accordionists’ Associations) e il “miglior strumentista jazz 2020” al Sud ’n Jazz Festival di Roccella Jonica.

Raccontati in poche righe: chi è Leonardo Di Gioia?
Sono una persona normalissima, che ama molto il proprio lavoro di musicista. É un mondo dove non si finisce mai di imparare e quindi c’è uno stimolo sempre nuovo nel ricercare, studiare e provare a fare sempre meglio. Caratteristiche che applico anche nella vita quotidiana fuori dall’ambito musicale.

Raccontaci di questa tua ultima creazione: “Storie”.
É un’idea nata durante la “reclusione da Covid”: composizioni legate ad aneddoti pugliesi, immagini di paesaggi locali, storie quotidiane trasformate in musica.
Sono state pensate inizialmente per fisarmonica solista, ma quando le ho fatte ascoltare a colleghi musicisti, loro si sono accodati suonando e integrandosi alla perfezione. Quindi stò perfezionando gli ultimi dettagli pensano ad un organico più corposo.

Un’enciclopedia della musica americana ti ha inserito tra “i 100 migliori fisarmonicisti contemporanei al mondo”. Che cos’è per te la fisarmonica?
Intanto non ringrazierò mai abbastanza Marjorie Lerner e tutto lo staff della “Times Square Press” per l’enorme visibilità che mi hanno dato e, soprattutto, per l’affetto e la stima che mi hanno dimostrato.
Per me la fisarmonica, oltre ad essere uno strumento fighissimo (ride…), è il mezzo attraverso il quale riesco ad esprimere emozioni e stati d’animo che nella vita quotidiana non riuscirei a manifestare completamente di fronte ad estranei, in questo caso il pubblico che assiste ai miei concerti. Quando l’abbraccio, che io sia in casa, da solo, o in concerto, vado completamente in un’altra dimensione. Quindi penso di dover molto alla fisarmonica, indubbiamente le devo molto più di quanto lei debba a me.

Virtuosismo, tecnica o passione: quali sono gli ingredienti per diventare un bravo fisarmonicista?
Nella ricetta del “bravo fisarmonicista” questi tre ingredienti sono sicuramente indispensabili, ma serve anche caparbietà (perché non tutto arriva subito e bene), dedizione e costanza (perchè lo studio e la pazienza sono elementi fondamentali per chi vuol fare musica), molto ascolto (ti apre la mente e gli orizzonti stilistici), e sopratutto talento.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Nell’immediato fare concerti, dove metterò a punto le ultime modifiche alle mie composizioni. Poi provvederò alla registrazione del disco, forse in inverno, col fresco… Contemporaneamente collaborerò con altri colleghi in vari progetti musicali, registrazioni e master class.

Luigi Capogrosso
Ph. Francesco Paradiso

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