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L’editoriale di “Luce e Vita”: “Un tempo nuovo ricco di sapienza e bontà”

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L’editoriale di “Luce e Vita” è firmato da Mons. Domenico Cornacchia.

Auguri a tutti, fratelli e sorelle, di Pace e di serenità. Questi auguri giungano soprattutto in quelle famiglie, case e realtà in cui ce n’è più bisogno.
Celebriamo la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. A Lei vogliamo esprimere il filiale grazie per averci donato Gesù, il frutto della sua fede, per la nostra salvezza. Maria è Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo. Come recitiamo nella seconda parte dell’Ave Maria, da sempre la Chiesa ci invita a pregare e ad invocare la Mamma di Gesù, vera Madre di Dio. Questa verità fu proclamata come dogma di fede, dal Concilio di Efeso, nel 431. Con Maria vogliamo intraprendere il cammino di questo nuovo anno, all’insegna di una fiducia senza condizioni e senza timore, sforzandoci di evitare quanto di male e di negativo abbiamo commesso nell’anno appena trascorso, e per mettere una bella e positiva ipoteca su un anno che oggi inizia.
Il tempo che il Signore vorrà donarci sia speso al meglio da parte nostra. Il tempo cronologico diventi kairologico, cioè ricco di sapienza e di ogni bontà.
Il primo giorno di ogni anno, ormai da 54 anni fa, per volontà di San Paolo VI, si celebra la Giornata Mondiale della Pace. Papa Francesco ci ha donato, quest’anno, un messaggio molto bello, dal titolo: La cultura della cura, via della Pace.
Come nota dominante, il Santo Padre invita tutti, specie i cristiani, a prendersi cura gli uni degli altri, come ha fatto in modo sublime Cristo, il Buon Samaritano (Cf Lc 10, 25-37). Nell’altro c’è sempre qualcosa di me. L’altro non è un ostacolo, ma un completamento del mio io. Don Lorenzo Milani insegnava ai suoi ragazzi “I care” (mi interessa, mi appartiene).
La Pace è un dono di Dio, ma è anche frutto di tanti nostri sforzi. Bisogna saper perdonare, dimenticare offese e ricordare il bene ricevuto. L’indifferenza uccide più delle armi e produce spesso danni irreversibili. Se proviamo soltanto a trattare con indifferenza un bambino, certamente egli non lo dimenticherà più.
Papa Giovanni XXIII diceva: “Prendiamo ciò che ci unisce, mettiamo da parte quanto ci divide”. Se, dunque, il buon giorno si vede dal mattino, da oggi, tessiamo la tela delle buone maniere e delle relazioni costruttive, cominciando dalle nostre case e dai vicini.
Coraggio! Mons. Tonino Bello ripeteva spesso: “Starò in pace fino a quando starò inquieto; fino a quando non avrò messo pace nel cuore di una persona, famiglia…”.
Carissimi, come i Pastori, andiamo senza indugio da Gesù e, dopo aver fatto il pieno di luce e di amore, diffondiamolo per il mondo. Torniamo nella vita d’ogni giorno portando a tutti un po’ di luce, di serenità, di amore, di perdono e di speranza.
Questo è l’augurio del Vescovo. Infine, facciamoci accompagnare in questo cammino, dalla mamma di Gesù e mamma nostra. “Con Maria, sicura è la via”.
Buon cammino e buon Anno 2021.

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