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L’editoriale di “Luce e Vita: “La speranza del povero non andrà mai delusa”

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L’editoriale di questa settimana di “Luce e Vita” è firmato da Luigi Sparapano.

“La crisi economica non ha impedito a numerosi gruppi di persone un arricchimento che spesso appare tanto più anomalo quanto più nelle strade delle nostre città tocchiamo con mano l’ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati”.
Con queste parole il Papa, nel messaggio per la terza Giornata mondiale dei poveri – che quest’anno si celebra il 17 novembre sul tema “La speranza dei poveri non sarà mai delusa” – traccia un parallelo tra “la condizione del povero e l’arroganza di chi lo opprime”, presente nei Salmi ma purtroppo ancora dolorosamente attuale.
“Restituire la speranza perduta dinanzi alle ingiustizie, sofferenze e precarietà della vita”, il compito per rispondere alla “domanda che si rincorre nel corso dei secoli fino ai nostri giorni: come può Dio tollerare questa disparità? Come può permettere che il povero venga umiliato, senza intervenire in suo aiuto? Perché consente che chi opprime abbia vita felice mentre il suo comportamento andrebbe condannato proprio dinanzi alla sofferenza del povero?”.
“Incontriamo ogni giorno – prosegue il Papa – famiglie costrette a lasciare la loro terra per cercare forme di sussistenza altrove; orfani che hanno perso i genitori o che sono stati violentemente separati da loro per un brutale sfruttamento; giovani alla ricerca di una realizzazione professionale ai quali viene impedito l’accesso al lavoro per politiche economiche miopi; vittime di tante forme di violenza, dalla prostituzione alla droga, e umiliate nel loro intimo. Come dimenticare, inoltre, i milioni di immigrati vittime di tanti interessi nascosti, spesso strumentalizzati per uso politico, a cui sono negate la solidarietà e l’uguaglianza? E tante persone senzatetto ed emarginate che si aggirano per le strade delle nostre città?”
Dopo la dimensione diocesana e quella cittadina, quest’anno il Vescovo e la Caritas hanno stabilito che la terza giornata dei poveri fosse vissuta a livello parrocchiale e ciascuna comunità si è organizzata con momenti di preghiera, di riflessione e di convivialità perchè non sia una giornata tra le altre, nè un’iniziativa assistenziale, quanto piuttosto una di quelle occasioni che mirano “ad accrescere in ognuno l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio. Questa attenzione d’amore è l’inizio di una vera preoccupazione”.
La Giornata sia per tutti momento di verifica su quanto la nostra vita sia disposta ad andare incontro a quella dell’altro.

 

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