Leçon de Ténèbres al Museo Diocesano

La ritualità liturgica della Settimana Santa, così come è stata anche perpetuata ab antiquo dalla tradizione, costituì la fonte principale per alimentare la devotio (specialmente in ambiente confraternale) sviluppatasi all’indomani del Concilio di Trento, e ancor di più nel Seicento, quando le istanze controriformistiche cedettero il passo al fasto teatrale dell’età barocca.

L’allestimento, a Roma, dei «sepolcri davanti ai quali si fa abbondante musica» costituì l’exemplum princeps traslato in molte chiese. Al sepolcro “effimero” si affiancava la denudazione degli altari, la copertura delle immagini sacre e della croce, nonché l’allestimento di appositi palchi per le esecuzioni musicali, spesso ricoperti di panni neri; quegli apparati teatrali divennero il palcoscenico ideale su cui svolgere, ad esempio, la pregnante e simbolica ufficiatura delle Tenebræ.

La Cappella Musicale Corradiana congiunge da sempre l’attività di ricerca a quella esecutiva storicamente informata, anche con la finalità di approfondire gli aspetti legati alle modalità in cui i compositori abbiano utilizzato i mezzi della retorica musicale per plasmare le loro creazioni artistiche tra Rinascimento e Classicismo. Dopo aver esplorato le capacità espressive delle composizioni per le Tenebræ nel barocco napoletano, l’attenzione è stata rivolta all’ambiente francese e, in modo particolare, alle Leçon de Ténèbres composte da François Couperin (1668-1733), tra il 1713 e il 1717, forse per l’abbazia di Longchamp. Le tre lamentazioni di Geremia messe in musica da Couperin appartengono all’ufficiatura del primo notturno del Giovedì Santo (solitamente celebrato, per antica consuetudine, il mercoledì sera).

Ad esibirsi nella pregiata cornice dell’Auditorium del Museo Diocesano, sabato 19 marzo 2022, Annamaria Bellocchio soprano, Ester Facchini soprano, Antonella Parisi viola da gamba, Gaetano Magarelli organo, Antonio Magarelli maestro al cembalo.

 

Info e prenotazioni al 348 41 13 699 o presso la reception del Museo Diocesano. Porta alle 19 (con accesso libero alle collezioni museali), sipario ore 20.

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