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L’AZIONE DI RUVOLAB PER “RUVO CARDIOPROTETTA”: “IL COMUNE NON HA RISPETTATO LE INTESE”

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Continua incessante il forcing dell’associazione “RuvoLab” per il progetto “Ruvo città Cardioprotetta” prossima a inaugurare altri 4 DAE domenica 10 novembre.

Il progetto fu avviato con conferenza pubblica lo scorso 18 novembre 2017, mentre in data 11 dicembre 2018 si tenne l’incontro a Palazzo Caputi di presentazione all’amministrazione dell’iter seguito. Poi fu sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Amministrazione Comunale di cui non si trova riscontro nell’oggettiva realizzazione di quanto stabilito.

Ben quattro defibrillatori pubblici erano stati collocati tra Ruvo di Puglia e Calentano, l’ultimo dei quali installato presso la stazione ferroviaria di Ruvo di Puglia, atto conclusivo del progetto “Dritti al Cuore senza fermate”. Era il 10 dicembre 2018 e la gioia era massima per la sinergia perfetta tra associazionismo e privati.

L’associazione “RuvoLab” presieduta dall’avv. Mariatiziana Rutigliani, in vista della cerimonia di domenica mattina, tuona per la clamorosa non operatività dell’amministrazione nel realizzare quanto pattuito nel protocollo d’intesa. “Pensavamo che con la sottoscrizione del protocollo di intesa a maggio scorso e con l’individuazione di una figura responsabile, finalmente il progetto potesse davvero prendere vita. In realtà, per dirla con le parole dello scrittore E. M. Remarque, … Niente di nuovo sul fronte occidentale”. spiega affranta il presidente.

E come nel romanzo i protagonisti erano convinti di vivere una grande avventura: “Così anche noi di Ruvolab – prosegue l’avv. Rutigliani – ci ritroviamo ad essere disillusi nell’aver creduto in un progetto utile per la città e tutto sommato non eccessivamente gravoso nella sua gestione. Sinceramente non riusciamo a comprendere l’inerzia dell’Amministrazione a divenire parte attiva nella gestione di quanto, semplici cittadini appartenenti ad una piccola Associazione locale, sono riusciti a realizzare per la propria città”.

“In spregio – prosegue il presidente di “RuvoLab” – anche a quel diffuso malcostume per cui tutti si aspettano qualcosa dall’alto senza volersi mai sporcare le mani e mettersi in gioco in prima persona. In questo caso è stata la base, un gruppo di cittadini a rendersi propositivi e propulsivi di un processo che sino ad ora la politica non era riuscita ad attivare.
Eppure nulla. Tutto tace. Forse l’Amministrazione è impegnata su fronti più importanti e contingenti. Eppure il nostro progetto ha come core business la salute e la sicurezza dei cittadini. Non è questo un punto nodale su cui l’Amministrazione deve concentrare i propri sforzi? Forse è il caso di arrendersi. Di gettare la spugna e accettare questa triste realtà”.

Ma domenica sarà giornata importante per l’associazione: “Prima di farlo, però, vogliamo ancora sperare che a differenza del romanzo di Remarque, l’epilogo di questa storia fosse diverso, più a lieto fine. È per questo che proviamo a fare un ulteriore tentativo per scuotere qualche coscienza sopita, forse, dalla calura di questi mesi estivi. È per questo motivo che, “raschiando il fondo del barile” e rinsaldando alleanze con generosi partner che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto, ci faremo carico di una ulteriore donazione. Una donazione che riguarderà tre punti della città, punti che costituiscono luoghi di aggregazione, luoghi di periferia e luoghi che non avevamo opportunamente valutato: il centro storico  ed il Cimitero comunale”.

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