L’arte del pallone aerostatico: a tu per tu con Biagio Di Rella

Tutte le storie sono fatte di passioni coltivate e spesso realizzate grazie al duro lavoro e alla tenacia di chi continua a crederci. Questa è la storia di Biagio Di Rella, ruvese e artista di un’arte di nicchia, quella del pallone aerostatico. Una passione ereditata e mai abbandonata che vede Biagio, ancora oggi, protagonista di un lavoro intenso, creativo e ricco di soddisfazioni.

I ruvesi sono abituati ad assistere, durante feste religiose e non, al volo nelle piazze dei palloni areostatici della famiglia Di Rella. Mongolfiere coloratissime attraversano i tetti della città in festa attirando la curiosità di tutti e specialmente dei più piccoli.

«Ho iniziato il lavoro di mio padre nel 1993 quando lui non stava bene. Due anni prima della sua scomparsa, mi chiese di prendere in mano la situazione lavorativa», afferma Biagio che inizia così il racconto di una storia famigliare che passo dopo passo ha portato la famiglia Di Rella ad essere riconosciuta a Ruvo di Puglia e fuori città come l’unica erede dell’arte del pallone areostatico. Un’attività nata parecchi anni fa come una semplice passione e trasformatasi in un vero e proprio lavoro. Un lavoro molto impegnativo cominciato col botto, racconta Biagio, portato avanti con passione e dedizione sino ad oggi.

Ma, che cos’è un pallone areostatico?  Si tratta di un “pallone” di carta che, riempito di aria calda o di un gas più leggero, riesce a sollevarsi nell’aria. Per alzarsi da terra e rimanere sospeso in aria, il pallone sfrutta il principio di Archimede, secondo cui un corpo immerso in un fluido (in questo caso l’aria) riceve una spinta dal basso verso l’alto di intensità pari al peso del fluido spostato. «Il pallone aerostatico – spiega Biagio – si realizza assemblando tanti fogli di carta speciale, dopo aver utilizzato un cartamodello. Gli spicchi del pallone sono disegnati e dipinti rigorosamente a mano libera. Il tutto richiede molta precisione e il tempo stimato di realizzazione varia a seconda della misura e dalle temperature date dalle condizioni meteo. In media l’attuazione avviene tra i tre e i dieci giorni».

Insomma, un lavoro che richiede tempo e precisione e che Biagio intendere tramandare anche ai suoi figli. «Spero di tramandare questa bellissima tradizione in famiglia e che resti viva nella cultura di Ruvo di Puglia (città d’arte) e oltre», ci dice Biagio. Oltre, perché in questi anni di lavoro la sua arte ha già attraversato l’Italia e raggiunto anche paesi esteri, dove il pallone areostatico della famiglia ruvese ha affascinato e coinvolto persone di tutto il mondo e ricevuto tanti riconoscimenti.

Biagio Di Rella, erede di una tradizione unica e ricca di passione, porta avanti un lavoro impegnativo che permette alla sua famiglia di crescere e a Ruvo di Puglia di valorizzare le tradizioni. Un piccolo patrimonio immateriale donato ad una città d’arte d’eccellenza che continua a combinare tradizione e innovazione.

Un grazie per la gentile collaborazione a Biagio Di Rella e a sua figlia Vanna.

 

 

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