L’ARIA SETTECENTESCA DI “RUVO, CARAFA E LA LEGGENDA” INEBRIA LA CITTA’

Eventi collaterali, un corteo più ampio con la presenza di sbandieratori e gruppi storici rievocativi provenienti da altre città, la voglia di una città di provare a dare man forte a una rievocazione storica giunta ormai alla quinta edizione.

Va in archivio “Ruvo, Carafa e la Leggenda” con una due giorni ricca di spunti di riflessioni e momenti da ricordare.

Dalla Pinacoteca Comunale ha preso il via nel pomeriggio di domenica 11 giugno la rievocazione in costume ispirata alla Leggenda del Conte Carafa. I corsi principali hanno salutato il passare del corteo molto composto ed elegante nel suo incedere.

Poi l’arrivo in Piazza Matteotti dove uno strepitoso Gianluca Foresi, alias Giullar Cortese, ha narrato la leggenda, prima che il corteo inondasse di aria settecentesca le strade del centro antico.

Verso le 22.00, Piazza Matteotti ha riaccolto popolani, borghesi, le nobili famiglie rubastine e il gruppo del Conte Carafa con il Vescovo e il Santissimo, il cuore del sontuoso corteo, accompagnati da “I Musican Talos”, diretti dal M° Simone Salvatorelli. I figuranti e il pubblico hanno assistito allo spettacolo degli sbandieratori e musicisti di Oria.

La V edizione di “Ruvo, Carafa e la leggenda” ha donato alla città, come degna conclusione, uno spettacolo di arte, teatro e musica. Il gruppo “Teatri 35” ha dato vita, con drappi, stoffe, croci, spade, alle splendide opere di Caravaggio. “Giuditta e Oloferne”, “La decollazione del Battista”, la “Crocifissione di San Pietro”, il celeberrimo “Canestro di frutta” e il meraviglioso mondo di santi e popolani dipinto dal Merisi sono stati reinterpretati tra il silenzio ammirato del pubblico e le musiche dei grandi classici.

Parole di lode hanno avuto sia il sindaco Pasquale Chieco e sia l’assessora alla cultura Monica Filograno. “Ruvo, Carafa e la Leggenda”, oltre a contribuire a dare vitalità alla città, connette persone, associazioni creando  collaborazione, la molla che spinge una comunità verso il progresso.

Vincenza Tedone, presidentessa del “Centro Studi Cultura et Memoria”, e Francesco Adessi hanno ringraziato tutti i membri dell’associazione, la direttrice artistica Raffaella Lorusso, le autorità e le forze dell’ordine, associazioni per il prezioso contributo dato alla riuscita dell’evento, arricchito dal percorso enogastronomico “Il Vino, oltre le Mura”, alla prima edizione, curato in collaborazione con l’agenzia “Evolvendo” di Marianna Lacalamita, a cui hanno partecipano la “Strada dei Vini Castel del Monte” con le cantine aderenti e l’AIS Puglia. Corso Giovanni Jatta è stato animato, invece, dalla fiera dell’artigianato tipico locale.

I fuochi pirotecnici hanno salutato questa edizione. Già si sta lavorando per quella del 2018.

Paolo Pinto e Veronique Fracchiolla

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