La sportiva della settimana: intervista a Martina Natalicchio

Ancora una volta la nostra settimanale rubrica dedicata agli atleti che si son distinti nel weekend sportivo ruvese torna a far visita alla Tecnoswitch Volley Ruvo. Questa settimana abbiamo intervistato Martina Natalicchio, laterale classe ’96 della compagine ruvese. Martina, originaria di Bitetto, si è unita alla Tecnoswitch all’inizio dell’attuale stagione sportiva, una stagione nella quale è tornata a giocare a pallavolo dopo un anno di stop forzato dal suo trasferimento a Perugia per motivi di studio. La ragione della sua scelta? Mister Donato Incerti, leader carismatico del gruppo e allenatore al quale Martina decide di legare i propri destini sportivi: sono ben sei le stagioni trascorse da questa giovane laterale sotto la guida dell’attuale allenatore ruvese. Dopo una carriera giovanile trascorsa nella sua Bitetto, la Natalicchio – ormai soprannominata Konny dalle compagne a causa del saluto giapponese konnichiwa che Martina rivolge continuamente alle sue amiche- si trasferisce a Bari, vestendo le maglie del PrimaDonna e delle Volley’s Eagles, società con la quale ottiene una promozione dalla serie D alla C proprio sotto l’egida di mister Incerti. Dopo l’anno trascorso in Umbria, il richiamo del campo è stato troppo forte: Martina è tornata in campo e si è imposta come un pezzo importante della squadra ruvese, un team lanciato nella corsa playoff e reduce da un secco 3-1 rifilato al Conversano. Questa la breve ma significativa intervista concessaci dalla laterale ruvese:

Come è stato riprendere a giocare, approdando a Ruvo? Ti va di raccontarci come è avvenuto il tuo approccio con la Tecnoswitch e con la pallavolo nel nostro paese?
Inizialmente ero spaventata perché, malgrado fossi abituata e mi piacesse l’idea di incontrare nuovi amici, ero preoccupata di non riuscire a riprendermi e a rendere come negli anni precedenti allo stop. Non a caso ho cominciato la stagione quasi completamente fuori condizione ma non ho mollato. Non ho gettato la spugna perché, conoscendo l’allenatore da molto tempo e fidandomi tantissimo di lui, sapevo che valeva la pena continuare. Ho fatto bene e sono stata molto fortunata: ho trovato una squadra fantastica che mi ha subito integrata nel gruppo. E’ proprio grazie al gruppo che siamo dove siamo. Per esempio, basta pensare alla partita di domenica: ero fuori forma e quando la squadra avversaria ha iniziato a puntare su di me in battuta  stavo iniziando a mollare mentalmente. Le mie compagne, invece mi hanno aiutata tantissimo e solo grazie a loro mi sono ripresa.
La vostra stagione sta prendendo una piega eccezionale, quanto vi sentite lontane dalla serie C? Lo percepite come un obiettivo a portata di mano?
Si, è vero. Questo dipende interamente dall’impegno che tutte -nessuna esclusa- ci stiamo mettendo. I risultati sono anche legati al fatto che fra noi si sia creato un clima di sana competizione sportiva, poiché nessuna ha il posto assicurato: non esiste un grande dislivello tecnico. Ciò che segna la differenza tra chi va in campo e chi resta in panchina non é, quindi, la sola bravura ma l’impegno che ognuna di noi impiega ogni settimana, giorno per giorno. Non c’é quindi distinzione netta tra titolari e riserve come in molte altre squadre: ogni settimana può scendere in campo una squadra diversa. Ci tengo a specificare che parlo di sana competizione perché ognuna combatte per il proprio posto ma nessuna odia l’altra, anzi ci aiutiamo a vicenda: questo per me é il nostro punto di forza.
La serie C é vicina ma nello stesso tempo lontana. Abbiamo guadagnato tre punti: questo è indubbiamente un vantaggio ma la prossima partita è in trasferta, con le avversarie sicuramente molto più agguerrite rispetto a domenica. Il risultato può essere ribaltato in qualsiasi momento. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, come dice sempre il nostro allenatore, ma allo stesso tempo impegnarci per vincere sabato.
Cosa vedi nel tuo futuro? Continuerai a legare il tuo nome a quello della Tecnoswitch, magari in serie C?
Nel mio futuro, in generale, vedo un’esame di anatomia! (ride, ndr) Pallavolisticamente parlando, non posso ancora saperlo perché non mi sento ancora in serie C: è ancora tutto da giocare. Il futuro per ora è la partita di sabato,per il resto si penserà poi.
Ringraziamo Martina per la simpatia mostrataci e la disponibilità. Le auguriamo un prospero prosieguo dei suoi studi e della sua carriera sportiva in maglia Tecnoswitch: che il prossimo step sia la Serie C?

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