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La “Primavera europea” degli studenti del Tannoia

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“Ci sentiamo più cittadini europei. L’Europa da oggi è un’entita meno astratta!”. Gli studenti dell’ITET Tannoia di Corato e Ruvo di Puglia ne sono convinti. La Primavera dell’Europa, progetto di educazione alla cittadinanza europea appena concluso e che ha visto la partecipazione degli alunni di 8 istituti della provincia di Bari, li ha resi cittadini più consapevoli e più vicini alle istituzioni dell’Unione.

Gli studenti sono stati, infatti, protagonisti di un innovativo processo di ricerca-azione, dal titolo “Alla scoperta della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea”. Il percorso ha coinvolto le classi quarte delle scuole secondarie di secondo grado e ha vantato un partenariato con lo sportello informativo dell’UE, l’Europe Direct Puglia, gestito dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari. In rete con le altre otto scuole, gli allievi del Tannoia hanno perciò sviluppato un lavoro che, attraverso la strategia del webquest, ha puntato ad esaminare la Carta sotto il profilo generale, storico, giuridico, linguistico. A guidare i giovani cittadini europei in questo avvincente percorso, coordinato dalle professoresse Annamaria Piarulli e Giacoma Stasi, è stata la dottoressa Micaela Lastilla, che cura eventi di informazione sulle politiche dell’Unione europea e attività di europrogettazione per lo Europe Direct Puglia. Proprio allo scopo di monitorare i risultati parziali del progetto, la dottoressa Lastilla ha incontrato in più occasioni gli studenti del Tannoia. Coadiuvata da Irene Paolino, responsabile dell’europe Direct Puglia e da Giulia Falcone, referente dell’Eurodesk presso l’Università di Bari, Lastilla ha tracciato un excursus sulla storia dell’Unione Europea. Le classi che hanno aderito all’iniziativa, lo scorso 28 marzo, hanno presentato i loro prodotti creativi, legati ad uno specifico titolo della Carta, presso la Sala Aldo Moro dell’Università di Bari, nell’ambito di un evento finale dal titolo: “L’esercizio dei diritti per una cittadinanza attiva e consapevole”. L’incontro, organizzato dallo Europe Direct Puglia è stato aperto dagli interventi di Ennio Triggiani, professore di Diritto della UE e di Valeria Di Comite, professoressa di Diritto della UE presso Università degli Studi di Bari. Davanti ad una platea di studenti e docenti delle scuole coinvolte nel percorso, i due relatori hanno sottolineato il valore culturale della Carta dei Diritti e i risvolti pratici della cittadinanza europea che garantisce spazi di libertà, sicurezza e giustizia ai cittadini dell’Unione. L’importanza dei diritti viene percepita, ha sottolineato in particolare la professoressa Di Comite, ancora di più quando i diritti sono negati, come emerge dal confronto con persone straniere che provengono da altri paesi. La dott.ssa Lastilla ha richiamato l’importanza del diritto di voto, in vista delle prossime elezioni del Parlamento Europeo, per esercitare una cittadinanza consapevole. Ha inoltre ricordato ai presenti l’incidenza delle scelte fatte dal Parlamento Europeo sulla nostra vita, come la recente riforma del diritto d’autore in digitale. Ampio spazio è stato dedicato alle scuole coinvolte. In particolare, le classi quarte del Tannoia di Corato e Ruvo hanno mostrato gli esiti del loro lavoro di approfondimento sul Titolo IV della Carte dei Diritti fondamentali della UE, e hanno presentato prodotti multimediali, arricchiti da interviste e servizi di inchiesta, su temi attualissimi e stimolanti come le condizioni di lavoro giuste ed eque, il divieto del lavoro minorile e la protezione dei giovani sul luogo di lavoro, la protezione della salute e la tutela dell’ambiente. Un progetto davvero stimolante che ha permesso anche di chiarire quale sia la percezione che i giovani cittadini hanno dell’Europa e che ha contribuito ad avvicinarli alle istituzioni. “Noi giovani europei, ha dichiarato Anna de Nicolo, studentessa della IV A, vediamo oggi nell’Europa un’entità astratta, burocratica, lontana dai nostri bisogni e dalla vita quotidiana. Questo progetto ci ha fatto comprendere che il processo di integrazione europea ha certamente permesso di acquisire risultati straordinari, tra i quali la pacificazione di un continente devastato dall’odio tra le nazioni e uno sviluppo economico senza precedenti, fino alla realizzazione di una moneta unica per trecento milioni di persone, e alla grande riunificazione degli europei che si compirà con l’allargamento ai paesi candidati. Si tratta, tuttavia, di un processo largamente incompiuto, i cui successi devono misurarsi con i molti passi ancora da compiere. In particolare l’avvento dell’euro, che ha portato improvvisamente l’Europa «nelle tasche» di tanti cittadini, ha reso visibile agli europei l’Europa che c’è già, ma anche l’Europa che è ancora lontana. Partecipare alla “Primavera dell’Europa” ci ha consentito, attraverso i lavori di ricerca, gli incontri con gli esperti, le accese discussioni tra di noi e con i nostri insegnanti, di sentirci molto più europei, di capire quanta strada abbiamo percorso e quanta ce n’è ancora da fare. E ora potremo, nel nostro piccolo, dare il nostro contributo con maggiore consapevolezza e coinvolgimento”. Per impedire che tali iniziative rimangano meri esercizi di visibilità mediatica di istituzioni interessate solo a dare un’immagine fittizia di apertura verso la società civile giovanile, è necessario che le proposte e i contributi elaborati vengano presi in seria considerazione da coloro che partecipano. Se il frutto di questi importanti lavori restasse lettera morta, si aggraverebbe senza dubbio il rischio di un approfondimento ulteriore del divario tra i giovani e le istituzioni. “Ringraziamo la nostra Dirigente, Nunzia Tarantini, per averci dato l’opportunità di partecipare a questa iniziativa, ha sottolineato Paolo Campanale, studente della IV C del Tannoia di Ruvo. Dare voce alle opinioni dei giovani è un compito difficile, ma questa difficoltà non può e non deve essere considerata un ostacolo, deve al contrario servire da stimolo per continuare a riflettere sulle ragioni politiche che motivano l’organizzazione di consultazioni giovanili e a moltiplicare queste iniziative, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di ragazze e ragazzi che aspettano solo di essere considerati cittadini europei a pieno titolo. L’Europa è una prospettiva allettante per noi giovani. Molti di noi la vedono come un’opportunità di lavorare e di viaggiare, di ampliare i propri orizzonti e non sentirsi più chiusi nei nostri ormai angusti confini nazionali. Grazie anche a questo progetto, ho capito che cittadino europeo voglio essere”.

 

 

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