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LA PASQUETTA DEI RUVESI IN PIAZZA DANTE E ALLE GIOSTRINE, UN UTENTE: “ALLIBITO, MA LE ORDINANZE?”

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Nessun divieto di chiusura parchi, nessun segnale inibitorio di utilizzo su panchine o giostrine. Pasqua e Pasquetta dei ruvesi è vissuta tra le ultime pessime notizie di decessi, tre per covid negli ultimi tre giorni, di ricovero di altre quattro persone ruvesi e di una variante inglese che galoppa prepotentemente.

Eppure i segnali di allarme lanciati da tutti negli ultimi giorni non sono stati recepiti al meglio. Senso di responsabilità? Ancora una volta inesistente con tutti a esporsi a molti rischi. “Zona rossa”, seppur rafforzata, differente rispetto a quella di un anno fa ma pur sempre “zona rossa”.

Un anno dopo la gente ha ancora bisogno di ordinanze e controlli restrittivi per poter applicare correttamente le norme. Triste constatazione che non assolve la parte istituzionale da un’attenzione preventiva che serve a limitare i danni nell’ondata più difficile da fronteggiare a detta di dati e addetti ai lavori rinchiusi negli ospedali per salvare la pelle altrui.

C’è chi non ce la fa proprio ad accettare questo triste spettacolo e scrive alla nostra redazione: “Svolgo una vita molto frenetica che mi consente di conoscere tante realtà. Ho lavorato anche il giorno di Pasquetta e per questo motivo mentre ero su strada sono passato da Piazza Dante e sono rimasto allibito. Tanta gente inutilmente a passeggio a camminare, spesso con la mascherina sotto al naso. E ne vogliamo parlare di quelli seduti alle panchine? E dei genitori che hanno portato i bambini alle giostrine? Tutti posti non in sicurezza e non igienizzati: andavano chiusi e non capisco come mai non siano state emesse ordinanze a differenza di quanto accaduto nei paesi limitrofi. Spero davvero che di non fare il conto di questa ingenuità tra quattordici giorni. La Pasquetta andava vissuta in casa e non per strada: difficile da comprendere?”.

 

1 COMMENTO

  1. Forse chi scrive alla Sua redazione per protestare e moralizzare, Egregio Direttore, dovrebbe avere il coraggio di firmare gli scritti (o Lei di riportare il nome di costui, in calce). Io sono stato buono per oltre un anno, attenendomi a regole e disposizioni, ma ora, non pensa il Suo intorlocutore, che ormai il vaso è colmo? Non pensa che la gente non ne può più e che questi incapaci (di qualsiasi “bandiera” siano, ed a qualsiasi livello – nazionale, regionale, comunale), anzichè darsi da fare concretamente alla risoluzione del dramma, non facciano solo altro che vietare, vietare e vietare ancora. E’ facile e bello lavarsi le mani in questo modo. Non costa nulla!

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